GIOVANNI MORO
STUDI SUL CRISTIANESIMO DELLE ORIGINI
LA MESSA
LA MENSA EUCARISTICA |
| "Nel giorno del Signore poi radunatevi, spezzate il pane e rendete grazie dopo aver confessato i vostri peccati, affinché il vostro sacrificio sia puro. Ognuno che ha una lite col suo compagno, non si raduni con voi finché non si siano riconciliati, affinché non sia profanato il vostro sacrificio. Questo è infatti il sacrificio voluto dal Signore: in ogni luogo e in ogni tempo sia offerto a me un sacrificio mondo, poiché io sono un re grande, dice il Signore, ed il mio nome è di ammirazione tra i popoli". |
Il termine ‘Messa’ deriva dal latino "missa, mandata", quindi dal "ite, missa est" che significa: l’Eucarestia è stata mandata. Era consuetudine infatti in Roma inviare parte del pane benedetto alle comunità consorelle a significare l’unità della Chiesa.
Il primo atto liturgico della neonata Chiesa cristiana fu la "Fractio panis". Già Paolo si compiaceva di coloro che erano assidui nello spezzare il pane. ovviamente perchè significava avere memoria del Messia. Quanto sopra riportato proviene dalla "Didachè", (probabilmente il primo Catechismo mai redatto, fine I secolo). |
Abbiamo anche una interessante testimonianza di parte romana sulle abitudini dei primi Cristiani.
Plinio Secondo, governatore della Bitinia (111-113) scrisse a Traiano (X,96) i Cristiani "Sostenevano anche che in definitiva la loro colpa o l’errore era quello di essere soliti ritrovarsi prima dell’alba e innalzare a Cristo, come se fosse un dio, un canto alternativamente tra di loro e fare solenne promessa di non costringere nessuno al delitto ma non commettere mai né furti né ladrocini né adulterio, né mancare alla parola né rifiutare la restituzione della roba affidata in custodia o in pegno. Dopo aver fatto ciò solitamente se ne andavano e subito si trovavano insieme per assumere cibo peraltro ordinario e innocente, la qual cosa smisero di fare dopo la mia ordinanza". |
Giustino filosofo, santo, martire, nel 1992 fu traslato nella parrocchia di S. Giustino a Centocelle. Il corpo, donato da Urbano VIII ai Cappuccini di S. Maria Immacolata a Via Veneto, era qua precedentemente venerato nell’altare posto dietro l’altare maggiore.
M.R.: 13 aprile - A Roma, Giustino aveva presentato a Marco Antonino Vero e Lucio Aurelio Commodo la sua seconda Apologia, nella quale sosteneva e difendeva arditamente la sua fede. Accusato poi di essere Cristiano dal filosofo cinico Crescente, di cui aveva ripreso la vita e i costumi, fu giudicato colpevole e decapitato. La sua festa si celebra il giorno 14 aprile. |
Nella DIDAKE', al capitolo 9 è scritto:
1. Riguardo all'eucaristia, così rendete grazie:
2. dapprima per il calice: Noi ti rendiamo grazie, Padre nostro, per la santa vite di David tuo servo, che ci hai rivelato permezzo di Gesù tuo servo. A te gloria nei secoli.
3. Poi per il pane spezzato: Ti rendiamo grazie, Padre nostro, per la vita e la conoscenza che ci hai rivelato per mezzo di Gesùtuo servo. A te gloria nei secoli.
4. Nel modo in cui questo pane spezzato era sparso qua e là sopra i colli e raccolto divenne una sola cosa, così si raccolga la tua Chiesa nel tuo regno dai confini della terra; perché tua è la gloria e la potenza, per Gesù Cristo nei secoli.
5. Nessuno però mangi né beva della vostra eucaristia se non i battezzati nel nome del Signore, perché anche riguardo a ciò il Signore ha detto: "Non date ciò che è santo ai cani".
Come si vede, il valore dell'eucaristia è ancora solamente simbolico. |
| ECCO DUNQUE COME GIUSTINO DESCRIVE IL RITUALE DELLA MESSA AL TEMPO SUO. |
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Come si poté giungere alla TEOFAGIA, della quale non troviamo traccia negli scritti neotestamentari e nella Didakè?
Certamente dopo che il cristianesimo ebbe ripudiato la sua radice ebraica, presumibilmente dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme (132 d.C.) e la defoinitiva dissoluzione della nazione giudaica.
Nel frattempo in ambienti cristiani non ebraici, segnatamente in Egitto ed in medio-oriente si stava delineando l'attibuzione di divinità alla figura di Cristo, ormai del tutto avulsa dal contesto storico-etnico in cui aveva vissuto e operato. In contrapposizione alla sua natura umana, che sarà sostenuta ancora da Ario nel concilio di Nicea (315), nacque una infinità di dottrine (più di ottanta, secondo Epifanio) che sostenevano la natura divina sia come unica (Monofisiti) sia come duplice. Proprio la duplicità della natura di Cristo sfociò poi nella TEOCRASIA, la fusione dell'antico Dio di Abramo con il nuovo, il Figlio, da cui procedette poi lo Spirito Santo, elemento inspiratore indispensabile per affermare la veridicità della dottrina che la Chiesa andava - non senza acerrimi contrasti - elaborando. Il pane spezzato, da simbolo di comunione spirituale con il Cristo (Consustanziazione, ripresa poi da Lutero molti secoli dopo), divenne la sua stessa carne (Transustanziazione): pur non essendovi una vera dipendenza, è certo che i misterio dionisiaci, durante i quali la carne delle offerte consumate divenivano la carne stessa di Dioniso, del quale si condivideva così la capacità di rinascita (per i cristiani la speranza di resurrezione) oppure quelliu mitraici, nei quali il banchetto - ed il vino simbolo del sangue divino - era simbolo di assimilazione con la divinità, ebbero una importante influenza. Si noti che Cristo ed i suoi discepoli mai avrebbero potuto ritenere il vino come sangue, avendo l'Ebraismo orrore di questo impuro fluido organico: ancora oggi la carne deve essere rigorosamente Kasher, ossia pura perché esangue. |
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| FRACTIO PANIS sec.II (part.) Cappella Greca. Catacomba di Priscilla –Roma |
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