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ORIGINI DEL CRISTIANESIMO
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FIABA EGIZIA DUE
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FIABA EGIZIA QUATTRO
FIABA EGIZIA CINQUE
FIABA EGIZIA SEI
FIABA EGIZIA SETTE
FILASTROCCHE2
STUDI


GIOVANNI MORO

STUDI SUL CRISTIANESIMO DELLE ORIGINI
LA MESSA
LA MENSA EUCARISTICA
"Nel giorno del Signore poi radunatevi, spezzate il pane e rendete grazie dopo aver confessato i vostri peccati, affinché il vostro sacrificio sia puro. Ognuno che ha una lite col suo compagno, non si raduni con voi finché non si siano riconciliati, affinché non sia profanato il vostro sacrificio. Questo è infatti il sacrificio voluto dal Signore: in ogni luogo e in ogni tempo sia offerto a me un sacrificio mondo, poiché io sono un re grande, dice il Signore, ed il mio nome è di ammirazione tra i popoli".
Il termine ‘Messa’ deriva dal latino "missa, mandata", quindi dal "ite, missa est" che significa: l’Eucarestia è stata mandata. Era consuetudine infatti in Roma inviare parte del pane benedetto alle comunità consorelle a significare l’unità della Chiesa.
Il primo atto liturgico della neonata Chiesa cristiana fu la "Fractio panis". Già Paolo si compiaceva di coloro che erano assidui nello spezzare il pane. ovviamente perchè significava avere memoria del Messia. Quanto sopra riportato proviene dalla "Didachè", (probabilmente il primo Catechismo mai redatto, fine I secolo).
Abbiamo anche una interessante testimonianza di parte romana sulle abitudini dei primi Cristiani.
Plinio Secondo, governatore della Bitinia (111-113) scrisse a Traiano (X,96) i Cristiani "Sostenevano anche che in definitiva la loro colpa o l’errore era quello di essere soliti ritrovarsi prima dell’alba e innalzare a Cristo, come se fosse un dio, un canto alternativamente tra di loro e fare solenne promessa di non costringere nessuno al delitto ma non commettere mai né furti né ladrocini né adulterio, né mancare alla parola né rifiutare la restituzione della roba affidata in custodia o in pegno. Dopo aver fatto ciò solitamente se ne andavano e subito si trovavano insieme per assumere cibo peraltro ordinario e innocente, la qual cosa smisero di fare dopo la mia ordinanza".
Giustino filosofo, santo, martire, nel 1992 fu traslato nella parrocchia di S. Giustino a Centocelle. Il corpo, donato da Urbano VIII ai Cappuccini di S. Maria Immacolata a Via Veneto, era qua precedentemente venerato nell’altare posto dietro l’altare maggiore.
M.R.: 13 aprile - A Roma, Giustino aveva presentato a Marco Antonino Vero e Lucio Aurelio Commodo la sua seconda Apologia, nella quale sosteneva e difendeva arditamente la sua fede. Accusato poi di essere Cristiano dal filosofo cinico Crescente, di cui aveva ripreso la vita e i costumi, fu giudicato colpevole e decapitato. La sua festa si celebra il giorno 14 aprile.
Nella DIDAKE', al capitolo 9 è scritto:
1. Riguardo all'eucaristia, così rendete grazie:
2. dapprima per il calice: Noi ti rendiamo grazie, Padre nostro, per la santa vite di David tuo servo, che ci hai rivelato permezzo di Gesù tuo servo. A te gloria nei secoli.
3. Poi per il pane spezzato: Ti rendiamo grazie, Padre nostro, per la vita e la conoscenza che ci hai rivelato per mezzo di Gesùtuo servo. A te gloria nei secoli.
4. Nel modo in cui questo pane spezzato era sparso qua e là sopra i colli e raccolto divenne una sola cosa, così si raccolga la tua Chiesa nel tuo regno dai confini della terra; perché tua è la gloria e la potenza, per Gesù Cristo nei secoli.
5. Nessuno però mangi né beva della vostra eucaristia se non i battezzati nel nome del Signore, perché anche riguardo a ciò il Signore ha detto: "Non date ciò che è santo ai cani".
Come si vede, il valore dell'eucaristia è ancora solamente simbolico.
ECCO DUNQUE COME GIUSTINO DESCRIVE IL RITUALE DELLA MESSA AL TEMPO SUO.
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Come si poté giungere alla TEOFAGIA, della quale non troviamo traccia negli scritti neotestamentari e nella Didakè?
Certamente dopo che il cristianesimo ebbe ripudiato la sua radice ebraica, presumibilmente dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme (132 d.C.) e la defoinitiva dissoluzione della nazione giudaica.
Nel frattempo in ambienti cristiani non ebraici, segnatamente in Egitto ed in medio-oriente si stava delineando l'attibuzione di divinità alla figura di Cristo, ormai del tutto avulsa dal contesto storico-etnico in cui aveva vissuto e operato. In contrapposizione alla sua natura umana, che sarà sostenuta ancora da Ario nel concilio di Nicea (315), nacque una infinità di dottrine (più di ottanta, secondo Epifanio) che sostenevano la natura divina sia come unica (Monofisiti) sia come duplice. Proprio la duplicità della natura di Cristo sfociò poi nella TEOCRASIA, la fusione dell'antico Dio di Abramo con il nuovo, il Figlio, da cui procedette poi lo Spirito Santo, elemento inspiratore indispensabile per affermare la veridicità della dottrina che la Chiesa andava - non senza acerrimi contrasti - elaborando. Il pane spezzato, da simbolo di comunione spirituale con il Cristo (Consustanziazione, ripresa poi da Lutero molti secoli dopo), divenne la sua stessa carne (Transustanziazione): pur non essendovi una vera dipendenza, è certo che i misterio dionisiaci, durante i quali la carne delle offerte consumate divenivano la carne stessa di Dioniso, del quale si condivideva così la capacità di rinascita (per i cristiani la speranza di resurrezione) oppure quelliu mitraici, nei quali il banchetto - ed il vino simbolo del sangue divino - era simbolo di assimilazione con la divinità, ebbero una importante influenza. Si noti che Cristo ed i suoi discepoli mai avrebbero potuto ritenere il vino come sangue, avendo l'Ebraismo orrore di questo impuro fluido organico: ancora oggi la carne deve essere rigorosamente Kasher, ossia pura perché esangue.
FRACTIO PANIS sec.II (part.) Cappella Greca. Catacomba di Priscilla –Roma
La messa.

Qualche decennio dopo la liturgia diventa simile a quella attuale. Ce ne dà ampia descrizione Giustino (Prima Apologia - 66,1 e seg.): "Noi chiamiamo Eucaristia (dal greco eucharistian = ringraziamento) questo cibo (un pane e un calice con acqua e vino) a cui nessun altro può prendere parte se non chi crede alla verità delle nostre dottrine, dopo che si è purificato nel lavacro ed ha ottenuto la remissione dei peccati in vista della nuova vita, e vive quindi conformemente all’insegnamento di Cristo. Noi infatti non li riceviamo come se fossero un comune pezzo di pane e una comune bevanda: ci è stato insegnato che così come attraverso il Logos di Dio il nostro Salvatore Gesù Cristo si è fatto carne ed ha quindi preso carne e sangue per la nostra salvezza, allo stesso o modo questo cibo, divenuto Eucaristia grazie alla preghiera con le stesse parole di Cristo e che già alimenta il nostro sangue e la nostra carne per assimilazione, è altresì carne e sangue di Gesù incarnato". La Messa nei primi del II secolo è configurata nella sua definitiva ritualità.
Ibidem (67,1 e seg.):"Da quel giorno (il giorno dell’ultima cena) rinnoviamo sempre tra di noi questo evento. Inoltre i più abbienti aiutano tutti i bisognosi e siamo sempre presenti gli uni agli altri. Per tutti i doni che riceviamo, benediciamo il Creatore dell’universo per suo Figlio Gesù Cristo e per lo Spirito santo. E in quel che viene detto ‘giorno del Sole’ tutti gli abitanti delle città e delle campagne si radunano in uno stesso luogo, per leggere le memorie degli apostoli o i libri dei profeti, per tutto il tempo disponibile. Subito dopo, appena il lettore ha finito, l’officiante fa un’omelia in cui ci dà alcuni consigli e ci esorta ad imitare questi buoni insegnamenti. Poi ci alziamo tutti in piedi e preghiamo insieme ad alta voce: e, come dicevamo prima, dopo che tutti abbiamo concluso la preghiera vengono portati il pane, il vino e l’acqua: quindi l’officiante in modo analogo pronunzia preghiere e rendimenti di grazie con tutto il fervore di cui è capace, e il popolo acclama rispondendo ‘Amen’; e poi si fa la distribuzione dell’Eucaristia perché ognuno ne prenda parte, e la si manda anche agli assenti per mezzo dei diaconi. Quelli che sono più benestanti e che lo desiderano fanno un’offerta, per libera scelta e dell’entità che ognuno vuole, e quello che si raccoglie viene depositato presso l’officiante e costui provvede ad aiutare gli orfani, le vedove, i poveri per malattia o qualunque altra causa, coloro che sono in carcere, gli ospiti stranieri, per dirla in breve, si prende cura di tutti i bisognosi.
Ci riuniamo tutti insieme in assemblea nel giorno del Sole, perché questo è il primo giorno in cui Dio ha creato il mondo, dopo aver plasmato le tenebre e la materia, inoltre il quel medesimo giorno Gesù Cristo, il nostro Salvatore, è risorto dai morti: lo hanno crocifisso infatti la vigilia del giorno di Saturno, mentre il giorno dopo quello di Saturno, che è il giorno del Sole, è apparso ai suoi apostoli e ai suoi discepoli e ha dato loro questi insegnamenti, che noi ora abbiamo sottoposto al vostro esame".
Un embrionale concetto dell’Eucaristia è contenuto anche nel Vangelo di Verità, della biblioteca di Nag Hammadi, probabilmente anch’esso della metà del II secolo. Al paragrafo 18 vi è scritto: "Mistero nascosto, Gesù Cristo, per mezzo del quale ha illuminato coloro che a motivo dell’oblio si trovavano nell’oscurità: li ha illuminati, ha indicato la via. E questa via è la verità che ha insegnato loro. Per questo motivo l’errore si adirò contro di lui, lo perseguitò, lo maltrattò, lo annichilì. Fu inchiodato a un legno, divenne frutto della conoscenza del Padre; ma per coloro che ne hanno mangiato non divenne causa di perdizione. Al contrario per coloro che ne mangiarono divenne causa di gioia, a motivo della scoperta. Egli infatti li trovò in sé stesso ed essi trovarono lui in sé stessi". Il concetto qui espresso è rigorosamente gnostico e fondamentalmente eretico, in quanto Gesù non è fatto di carne, è piuttosto un ‘frutto’ incorporeo, ma condivide con la dottrina cattolica il mistero della transustanziazione del cibo divino e la conseguente teofagia.

Giustino è dal punto di vista storico una pietra miliare. Dalle sue opere possiamo dedurre che 120 anni dopo la morte di Cristo la dottrina cristiana è completamente matura, tranne che per l'ancora viva aspettativa di un Regno prossimo venturo e per la mancanza di una gerarchia ecclesiastica definita. Ecco alcuni dati fondamentali:

1) E' definito il concetto di Trinità, però il Figlio è procedente dal Padre e lo Spirito Santo è procedente dal figlio. Tuttavia Cristo non è esattamente uguale al padre, ma è il suo Logos, come è detto nel vangelo di Giovanni, ossia è la Verità e - curiosamente - Giustino afferma che tale concetto è uguale al concetto pagano di Hermes-Logos di Dio.
2) E' consolidato il concetto di Eucaristia, come già scritto.
3) Viene attribuito all'Antico testamento il valore profetico della venuta di Cristo.
4) Vengono citati (cap. 15-17 della prima Apologia) numerosi detti di Gesù (Loghia?) riscontrabili anche nei vangeli sinottici, ma senza indicare una eventuale fonte evangelica. Si tratta quindi di detti celebri nella tradizione orale, in accordo con quanto sostenuto da Papia di Gerapoli.
5) E' affermato il concepimento virginale di Maria.
6) E' sostenuta la resurrezione della carne
7) E' valorizzata la croce come simbolo della fede