MORTE PERPLESSA
 
  LA MORTE E' PERPLESSA
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Questo pezzo è l'adattamento scenico di un monologo scritto appositamente dall'amico Francesco Cordero di Pamparato per una giovane attrice italo-francese - Corinne Mazza, nella foto sottostante - che lo ha portato sulla sceno del Teatro Juvarra di Torino il 28-29 maggio 2003 con ottimo successo. Io ne avevo curato l'adattamento teatrale e la regia e, a posteriori, ho elaborato il presente atto unico con due personaggi.
CHI VOLESSE CONOSCERE MEGLIO L'AUTORE
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La scena ha in primo piano uno sgabello, in secondo piano una poltroncina, un paralume che dovrà accendersi, un tavolino con una bottiglia di whisky, due bicchieri, un libro e una pipa.
E' pressoché buio; si accende l'occhio di bue che illuminerà solo la Morte per la prima parte dell'atto, oppure una luce di Wood.
  La morte è perplessa

Entra in scena una figura avvolta in un mantello nero, con una maschera bianca che copre interamente il volto, intabarrata in un gran mantello nero, oppure blu notte.Si porta lentamente al centro della scena e si rivolge al pubblico.
TORNA NELL'AVELLO... SCUSA... ALL'INDICE
CORINNE MAZZA
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MORTE = “ Si, penso che mi abbiate riconosciuta... sono proprio io: Tànatos, la morte come mi chiamate voi…" Si toglie la maschera e la getta con noncuranza ".…, e questa sera sono qui per voi... No, non avete capito, rassicuratevi, non sono venuta a portare via nessuno. Sono venuta semplicemente a fare quattro chiacchiere, perché son sconvolta… be’ forse sconvolta no, dato il mio lavoro, ma… diciamo perplessa… ecco… stranita… già… perché ieri ho fatto un incontro davvero molto strano. Talmente strano che sento il bisogno di raccontarlo a qualcuno. La gente con la quale ho a che fare di solito non ha una conversazione molto brillante, ecco perché sono venuta a trovare voi, per raccontarvi questa storia. Ieri sera ho incontrato un uomo. Gran novità, mi direte, di uomini (e donne) ne incontri a iosa tutti i giorni, purtroppo! E’ vero, ma questo è – pardon – era un tipo speciale e si è comportato in modo diverso da tutti quelli che ho conosciuto finora. Io… gli uomini che incontro sono in condizioni… be’ lo sapete benissimo. Tutti. Meno uno, state a sentire. So che voi umani non mi avete in simpatia, anzi che non mi amate per niente. Questo perché io vi porto via da questo mondo a cui siete così affezionati, ma vi sbagliate nel giudicarmi male. Non avete mai pensato che io sono indispensabile? Pensate cosa succederebbe se io, la morte, mi prendessi una lunga vacanza. O se addirittura me ne andassi in pensione. Perché no. non ne avrei forse diritto dopo tante migliaia di anni? Invece no! Devo stare qui a fare il mio dovere: ventiquattro ore al giorno senza mai una pausa! Guardate come sono ridotta! Sembro uno scheletro! Ma riflettete un momento: pensate a come sarebbe il mondo se non morisse mai nessuno; pensate agli uomini di Neandertal, vecchi di decine di migliaia di anni, piegati in due dagli acciacchi e dai reumatismi, come vivrebbero ai nostri giorni, nel nostro mondo… e dove si troverebbero i soldi per pagare la pensione anche a loro?Oggi i padri faticano a capirsi con i figli, figuriamoci come potrebbero intendersi gli uomini delle caverne con… che so: con i nostri rappresentanti politici! Temo che ci sarebbe qualcosa di più di qualche incomprensione generazionale! E quanto spazio al mondo avrebbe ognuno di voi, se mai nessuno fosse morto? Se io periodicamente non sfoltissi un po’ di surplus? Sareste pigiati come sugli autobus nelle ore di punta, non avreste neanche lo spazio per sdraiarvi a dormire. Vedete, io compio un importante servizio sociale, ma mai nessuno mi ha detto grazie. Per non parlare della medicina che ha fatto grandi progressi proprio da quando ha iniziato a sezionare i cadaveri. Ma se non fosse mai morto nessuno, chi avrebbero sezionato i medici? I vivi forse? Forse questo è un argomento sul quale è meglio tacere, perché ne so di quelle tante! Continuate ad odiarmi? Ecco, lo sapevo! Sono un’incompresa!!!

Un attimo di pausa, un piccolo singhiozzo, poi riprende.

"Ma cambiamo discorso, non sono venuta qui per chiedervi comprensione. Il mio obiettivo è un altro: come ho già detto, voglio parlarvi di un fatto assolutamente inconsueto che mi è successo ieri sera e che mi ha lasciata profondamente perplessa. Ieri sera, come sempre, stavo facendo il mio lavoro. Avevo portato nell’al di là alcune persone, ma con calma, senza fretta e senza troppi problemi. Ero di buon umore. Avevo perfino spaventato, per burla, un ubriaco che gridava “Voglio la Morte!” Gli sono comparsa con il mio bel mantello nero, gli ho accarezzato il viso e gli ho detto “davvero tu mi vuoi?” La sbronza gli è passata di colpo e io l’ho lasciato là, inginocchiato e tremante, che recitava le sue preghiere. Non era la sua ora! A quel punto guardo il mio ordine di servizio e vedo che mi rimane solo più un cliente da ritirare, e che non abita nemmeno troppo lontano. Meno male - mi sono detta - questa sera finisco presto. Una villetta di periferia… un uomo sui sessantacinque… scapolo... vive solo… ex mercenario nel terzo mondo... Benissimo, con questo curriculum di solito non ci sono grandi problemi. Arrivo davanti alla sua casa. Sbircio dalla finestra, le luci sono accese: il mio cliente è ancora sveglio. Entro. Io, sapete, entro sempre nelle case senza bussare. Ammetto che non è educato, che anche questo da’ fastidio, ma così devo fare, d’altra parte se suonassi il campanello e dicessi chi sono, chi mi aprirebbe?"

Entra l'Uomo e si accomoda su una poltrona. Accanto c’è un tavolinetto con un libro, una bottiglia e un bicchiere di whisky, un paralume si accende in quel momento.

MORTE = "Eccolo, il mio cliente... se ne staseduto beatamente, fuma e beve, l'incosciente! Ma ora gli fo io una bella sorpresa!"

Da questo momento la Morte dialoga sia con l'uomo che con il pubblico.

MORTE = “Ciao – gli ho detto con la voce più roca e tenebrosa che mi riuscì di emettere."

UOMO = “Ah, sei qui? Era ora. E’ da tanto tempo che ti aspetto: siediti, mettiti comoda, cosa prendi? Un whisky o preferisci qualcos'altro?”

MORTE = “Ma tu hai capito bene chi sono io? E cosa sono venuta a fare?”

UOMO = ”Ma certo che ti conosco! Non penserai che sia la prima volta che ti vedo! E' da quando ero ragazzo che t'ho vista prendere vecchi, donne, bambini, genitori giovani con figli piccoli... Ti ho vista prendere quasi tutti i miei amici, mi sei passata vicino tante volte... mai che tu mi abbia degnato nemmeno di uno sguardo. Ti ho guardata negli occhi e sfidata decine di volte, tu non mi hai degnato nemmeno degnarmi di uno sguardo, e adesso vieni qui e ti illudi di farmi paura?”

MORTE = “Io non mi occupo di quelli che non figurano nel mio ordine di servizio…”

UOMO = “Stato di servizio? Ffff….Quante volte ti ho vista girare sui campi di battaglia, capricciosamente, e a caso prendevi l’uno e scartavi l’altro... ”

MORTE = “Ma che capricciosamente e che a caso! io mica sono come i bambini delle lotterie, quelli che estraggono i bussolotti dalle urne. Io ho ben precisi ordini da rispettare ed è sulla base ai quelli che prendo chi devo prendere!!”

L’uomo guarda la Morte in tralice, poi senza parlare si versa ancora un po’ di whisky nel suio bicchiere e ne prepara un secondo per la Morte che rifiuta sdegnata e fa cenno di afferrarlo. L'Uomo si retrae.

UOMO = “Sono anni che ti aspetto. Adesso puoi aspettare un momento anche tu. E cosa sarà mai un momento in confronto con l’eternità che ci si schiude davanti?”

MORTE = “Io non ho nulla a che fare con la tua eternità. E poi io non posso bere quando sono in servizio.” Rivolta al pubblico: “Il guaio è che in servizio lo sono sempre.” Spazientita. ”Ma insomma, con tutta la gente che hai visto morire, possibile che tu non abbia capito cosa sta per accadere? Io sono la morte! sono una che non scherza! muoviti, che ti devo portare via! È adesso che devi morire!”

UOMO = “Niente da fare, sono o non sono un condannato a morte? e ai condannati a morte è forse concesso un ultimo desiderio? Il mio è di stare un po’ insieme con te.”

MORTE = “Storie. Tutti cercano di tirare un po’ in lungo ma con me non attacca, nemmeno con la storiella dell’ultimo desiderio. Spicciati, posa quei bicchieri e andiamo.”

UOMO = Si avvicina, guarda la morte negli occhi, le scioglie il mantello, le accarezza il viso. “Sei molto bella!” La cinge per la vita e tenta di baciarla.

MORTE = Dopo un attimo di esitazione si divincola e si rivolge al pubblico. “Ma cosa crede questo matto?! La paura gli ha fatto dar di volta al cervello. Oh, ma vi sembra possibile che proprio io, la morte, debba subire delle molestie sessuali? Alla mia età, poi!” - Si rivolge all’Uomo. “ Ma sei impazzito? Credi che io sia come quelle donne che frequenti tu, da circuire con un complimento ed un bicchiere di liquore?”

UOMO = “No, mia cara, non sono impazzito e non ti ho presa affatto per una donnetta qualunque. Vedi, ormai io sono vecchio, i potenti mi hanno dimenticato perché il mio braccio non è più in grado di reggere le armi, e le donne… le donne non sciolgono più i loro veli per amor mio. O, se lo fanno, mentono! Tutte le donne mentono. Tu, invece non menti mai...”

MORTE = “Questo è’ vero, io non mento mai!”

UOMO = “Tu non menti mai, proprio tu sei sempre stata l’unica certezza della mia vita.”Afferra la Morte per le spalle con violenza.“ Ed è per questo che ti amo.”

MORTE = Si divincola e si rivolge al pubblico. “E' sicuro che di tutti i matti che ho incontrato da quando esisto questo è sicuramente il più matto di tutti." All'Uomo gridando istericamente e pestando i piedi "Ma cosa ti credi? Cosa ti passa per il cervello? Non hai capito cosa sono venuta a fare? Non ti rendi conto che sono venuta qui per portarti via con me? Forse non ti sei reso conto che stai per morire?"

UOMO = Ritrova la sua aria serafica “Lo so benissimo. Io non ho avuto mai paura di incontrarti: chi come me ama il rischio, sa di poterti trovare sulla sua strada ad ogni istante, e sono sempre stato affascinato dal tuo mistero, dal tuo profumo, dal brillare dei tuoi occhi. Ero certo che un giorno avremmo avuto un tête a tête. Quel giorno è venuto, ed ora che ti vedo, che ti sfioro, comprendo che non m'ero ingannato: sei bella, eccitante, seducente!”

MORTE = Al pubblico “ Ma dico, avete mai sentito niente di simile? Per la prima volta da quando esisto sono rimasta disorientata. Dovrei troncare questi discorsi e portarmi via costui con le buone o con le cattive, ma questo comportamento mi incuriosisce… mi… turba… in fondo sono una donna anch’io e a quale donna non fa piacere sentirsi rivolgere un complimento, sertirsi dire che è bella?"

L'Uomo approfitta del momento di sconcerto della Morte e tenta di slaccirle il vestito.

MORTE = Al pubblico "E no! certe cose non posso permetterle. In servizio poi!" All'Uomo "Su, basta con queste stupidaggini. Andiamo, il tempo è scaduto e non posso più attendere."

UOMO = “Va bene, ho capito, non posso certo rifiutarmi di seguirti, anche se è un peccato che il nostro incontro sia durato così poco, ma sai cosa ti dico? In fondo provo una certa compassione per te: pensa al tuo futuro. Tu uccidi tutti gli umani, è vero, ma l’ultimo che prenderai ucciderà te, perché morti tutti, anche tu cesserai di esistere.”

Il paralume si spegne, l’Uomo esce nell’ombra dando cerimoniosamente il braccio come per una ipotetica dama.

MORTE = “Sono rimasta senza risposta e gli ho dato il braccio per portarlo via. E sapete cosa è stata l’ultima cosa che lui ha fatto prima di morire? Mi ha pizzicato il sedere!!!!”

La Morte con fare sdegnato raccoglie la maschera e il mantello e fa per uscire, spalle al pubblico. Applausi. Poi si ferma e torna indietro.

MORTE = “Vi confesso che dopo tanti millenni in cui credevo di avervi ormai conosciuti bene, credo di non capirvi più e incomincio ad avere un po’ paura di voi.”