LIBRO_TREDICESIMO
 
******************************************

Giovanni Moro
STUDI SUL CRISTIANESIMO DELLE ORIGINI
LIBRO TREDICESIMO
Nel quale si considera la divinizzazione di Maria, madre di Gesù
**********************************************

57 - Perché Maria divenne la Madonna?
testo di esempio
*******************************************************************************************

La definizione della figura di Maria, la Teotocos, e conseguentemente il culto verso quella che diverrà la donna più amata e invocata della storia risale a tempi abbastanza precoci. La ‘divinizzazione’ di Gesù pose, a partire dal secondo secolo, una serie di problemi dottrinali consequenziali uno all’altro. Mi spiego meglio.
Quando Gesù era solamente un uomo - nessun ebreo, nemmeno l'eretico Paolo di Tarso avrebbe potuto concepire l'idea di un uomo dio, concetto invece ben radicato nel mondo ellenistico - nessuno si pose problemi di genitura e di famiglia, tant’è vero che i vangeli parlano apertamente di fratelli :
Matteo (13, 55-56)
"non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua Madre non si chiama Maria? E i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte tra noi?"
Marco (6,3)
"Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Joses (Giuseppe), di Giuda e di Simone?
Luca (8,19)
"Un giorno andarono a trovarlo la madre e i fratelli, ma non poterono avvicinarlo a causa della folla"
Giovanni (2,12)
"Dopo questo fatto discese a Cafarnao insieme con sua Madre, i fratelli e i discepoli"
Giovanni (7,2-5)
"Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, detta delle Capanne; i suoi fratelli gli dissero: Parti di qui e va' nella Giudea perché anche i tuoi discepoli vedano le opere che tu fai. Nessuno infatti agisce di nascosto, se vuole venire riconosciuto pubblicamente. Se fai tali cose, manifèstati al mondo!. Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui."
Atti degli Apostoli (1,14)
"Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la Madre di Gesù, e con i fratelli di lui"
"Ma se i Vangeli parlano dei "fratelli" di Gesù, come possiamo noi cattolici credere al dogma della perpetua verginità di Maria? La questione sollevata da questa domanda è delicatissima e implica conseguenze addirittura mortali per la fede cattolica. Infatti, se la perpetua verginità di Maria, che è verità dogmatica, non ha fondamento biblico, allora vuol dire che la Chiesa ha sbagliato, ha annunciato una "presunta verità"; ma questo comporta il dover ammettere che la Chiesa può insegnare l’errore, non è infallibile. (Giampaolo Barra)"
In realtà le ragioni sono, come sempre, storiche e dottrinali. Principiamo con l’asserire che se i vangeli sono attendibili nella dottrina, devono esserlo anche nel racconto, ed io non dubito. Perciò Gesù apparteneva ad una sana, abbiente e onorata famiglia ebraica, benedetta da numerosa figliolanza, adeguata alla sua vita terrena e, in parte, alla sua missione.
Ma il Gesù divenne nel II-III secolo una figura divina, e la sua divinità fu ufficializzata - non senza travaglio: il racconto di Teodoreto di Cirro (Storia Ecclesiastica) è degno di una attuale cronaca parlamentare - dal Concilio di Nicea del 315, quando si riuscì a conciliare le due nature, umana e divina, del Cristo, spiazzando sia gli ariani (solamente umano) che i monofisiti e gli gnostici (solamente divino, la figura umana era solo apparenza) e le mille dottrine connesse. Già da tempo, tuttavia, la patristica (GIUSTINO, Dial. 43; 66-68; Apol. 1, 33; IRENEO, Adv. haer. 111, 21; ORIGENE, Contra Celsum 1, 34-35) affermava il concepimento verginale di Maria.
Ma Gesù era stato partorito da una donna, hic est busillis: si dovette pertanto procedere ad una progressiva elaborazione della dottrina.
· Primo passo : il concepimento fu opera di Dio e non di un uomo. Concetto di facile adozione, il mondo antico è ricolmo di connubi tra dei e donne. Il chiosatore che redasse il racconto della natività appiccicato al vangelo di Luca - nessun filologo oramai avvallerebbe il racconto della natività come opera dell'autore del vangelo - parla esplicitamente di una nube scesa a ‘coprire’ (sic) la fanciulla, quasi affermando la materialità dell’atto.
· Secondo passo : se Maria avesse avuto una normale vita coniugale, cosa potrebbe garantirci l’autenticità del concepimento teogamico? Naturalmente la sua verginità prima e dopo il parto (e anche durante). Un’opera apocrifa giunge a far certificare l’integrità dell’imene dall’ostetrica che assistette all’evento. Infatti la Chiesa, delle tre forme di verginità, la "virginitas mentis" cioè il costante proposito della verginità, la "virginitas sensus" cioè l'immunità dagli impulsi disordinati della concupiscenza sessuale, e la "virginitas corporis" cioè l'integrità fisica, privilegia di gran lunga l'integrità fisica : "Maria fu vergine prima, durante e dopo il parto. De fide". Il Concilio Lateranense del 649, presieduto da Papa Martino I, pone in risalto i tre momenti della verginità di Maria, insegnando che "la santa Madre di Dio sempre vergine immacolata Maria... ha concepito senza seme per opera dello Spirito Santo e ha partorito senza corruzione, permanendo indissolubile anche dopo parto la sua verginità" (D. 256 [DS. 503]). Paolo IV dichiarò (1555): Beatissimam Virginem Mariam... pestitisse semper in virginitatis integritate, ante partum scilicet, in partu et perpetuo post partum (D. 993 [DS 1880]).
Insomma, l'integrità del cercine imenale della vagina di Maria è il sigillo di garanzia della divinità dell'Uomo-dio.
La verginità di Maria è sostenuta dal mondo cattolico ed ortodosso e respinta da quello protestante.
· Terzo passo: constata l’inutilità di attendere ulteriormente la parusia e sancita la dominanza del cristianesimo cattolico sulle altre fedi, si cominciò a chiedersi quale fosse realmente la funzione salvifica del Cristo. Salvare l’umanità da che, visto che il mondo continuava la sua vita esattamente come prima ? Leggi e rileggi la Bibbia, sant’Agostino (cfr "La grazia di Dio ed il peccato originale") ebbe la grande intuizione. Ecco : la maledizione lanciata da Dio contro Adamo ed Eva era permanente, la loro colpa si trasmette geneticamente dai genitori ai figli che pertanto nascono infetti dal peccato e il battesimo li purifica e la grazia di Dio - se essi lo vogliono - li conserva puri. Bene. Ma Maria, che ha dato al mondo Gesù, non era stata battezzata e quindi era infetta, aveva dunque trasmesso il peccato originale alla sua prole ? Impossibile. Maria dunque non poteva che essere immune dalla colpa primigenia. Come? Semplice, era stata concepita immacolata. Immacolata Concezione, che Pio IX sancì come dogma nel 1854. Pio XII aggiunse che, essendo immacolata 'peperit sine dolore' e pertanto il suo fu un 'partus mirabilis'
· Quarto passo : poté Maria, vergine immacolata teotocos aver disperso morendo le sue carni nella terra come tutti i mortali? Impossibile. A questo pensarono gli antichi narratori nel ciclo della ‘Dormitio virginis Mariae ‘, nel quale si narra che la madonna, tra un tripudio di angeli, apostoli e di santi morì e ascese al cielo. Pio XII nel 1950 ne fece un altro dogma.
____________________________________________________________________________________________________
MATER MATUTA ITALICHE
  Madri con il bambino, dette "Mater matuta", divinità italiche venerate da secoli in ogni regione.
I teologi, a partire dal II secolo con Giustino, hanno elaborato profonde dottrine basate sul parallelismo tra Eva e Maria, entrambe vergini, ma, mentre Eva è caduta nel peccato disattendendo l'ordine di Dio, Maria completa l'opera salvifica del Cristo obbedendo all'ordine che Dio le ha impartito con l'Annunciazione. Questo concetto è tuttora all'onore della Mariologia cattolica che vuole Maria co-salvatrice quasi alla pari con Gesù. Ma la gente del popolo, tanto nel IV secolo quanto oggigiorno, di simili disquisizioni non se ne è mai intesa e cerca in Maria quella divinità materna, feconda e consolatrice che ha sempre trovato in figure consimili fin dall'antichità.
____________________________________________________________________________________________________
  Madonna col Bambino - Pedro Machuca - Museo del Prado
Dalle mammelle di Maria esce copioso il latte che da' refrigerio alle anime del purgatorio
***********************************************

58 - La Trinità divenne una Tetrade
testo di esempio
***********************************************************************************************

La nascita verginale di Cristo è attestata con certezza da scritti apocrifi del II-IV secolo (Odi di Salomone 19, 7 SS.; Protovangelo di Giacomo 19-2o; Ascensione di Isaia 11, 7 ss.) e da scrittori della Chiesa, come IRENEO (Epid. 54; Adv. haer. III, 21, 4-6). CLEMENTE ALESSANDRINO (Strom. VII, 16, 93), ORIGENE (In Lev. hom. 8, 2; diversamente In Luc. hom. 14). La verginità post partum di Maria fu avversata dagli ariani (es. Gioviniano, vescovo di Milano, morto nel 405). La dottrina tradizionale della Chiesa fu difesa da S. AMBROGIO (Ep. 42, 4-7), da S. GEROLAMO (Adv. Iovinian. 1 31; Ep. 49, 21) e da S. AGOSTINO (Enchir. 34). Per illustrare il mistero i Padri, e con loro i teologi, si servono di diverse analogie: l'uscita di Cristo dal sepolcro sigillato, il suo passaggio attraverso le porte chiuse, la penetrazione dei raggi solari attraverso il vetro, la nascita del Logos dal seno del Padre, la nascita del pensiero umano dall'intelletto.


Nel II e III secolo la verginità di Maria è contestata dagli Ebioniti (giudeo-cristiani fuggiti da Gerusalemme dopo la sconfitta e rifugiatisi in Siria , che negavano la divinità di Cristo e la sua nascita da una vergine; dai pagani che, soprattutto con Celso, ritenevano disdicevole che Dio si sia incarnato nel seno di una donna; dagli gnostici e dai doceti che, in base alla loro concezione negativa della materia e della corporeità, ritenevano che l'umanità di Cristo fosse solo apparente. Per alcuni di questi, come Valentino, Gesù è semplicemente «passato» attraverso Maria, come attraverso un canale, per cui ella è «una via, ma non una madre». Marcione poi relega la nascita verginale tra le favole.

Di fronte a questi attacchi la Chiesa ha sempre reagito con decisione. La più antica testimonianza che abbiamo è quella di S. Ignazio di Antiochia († 107), che insiste sulla reale maternità di Maria (contro gli gnostici) e sul concepimento verginale. (Efesini, XIX)
Giustino, dice che Maria è «la Vergine» per eccellenza. Ma sarà Ireneo ad approfondire questo punto nella luce dell'economia della salvezza: «Quanto la vergine Eva aveva annodato con la sua incredulità, la vergine Maria lo sciolse con la sua fede». Egli introduce la problematica del parto verginale con un testo assai noto:
«Il Figlio di Dio diventa figlio dell'uomo, che, in quanto puro, puramente aperse il grembo puro, quello appunto che rigenera gli uomini per Dio e che egli stesso ha reso puro».


L'espressione «aperiens vulvam» (aprendo il grembo) è interpretata da alcuni (Galot, Söll) come indicante un parto normale (e in questo caso bisognerebbe dire che S. Ireneo non aveva ancora chiara l'idea del parto verginale, il che non deve meravigliare troppo dato che la Chiesa prende coscienza gradualmente dell'integrità della fede, come dimostra ad esempio il caso dell'Immacolata Concezione). Altri però, insistendo sull'avverbio «puramente» e sul fatto che «aprire il grembo» è un'espressione tecnica per indicare la nascita del primogenito, o vedono affermato in questo testo il parto verginale, o almeno non lo vedono escluso (Unger, De Aldama). Quest'ultima interpretazione è confermata da un altro testo di Ireneo dove si applica alla Vergine la profezia di Isaia: «Prima che venissero le doglie del parto diede alla luce un bambino».

In Africa, come abbiamo visto a suo tempo, Tertulliano afferma la concezione verginale ma nega il parto verginale, e forse anche la verginità dopo il parto. Si tratta comunque di una voce isolata.

Interessante è il caso di Origene. Anche lui ha un passo che suona come quello di Ireneo che abbiamo citato (il grembo aperto), e anche qui vi sono diverse interpretazioni. Quelli che difendono la tesi del parto verginale in Origene fanno osservare come egli non ritenga «pura» una vergine violentata (anche se non può dirla «impudica» nel cuore), e d'altra parte attribuisce al corpo di Gesù i privilegi propri del corpo risorto: l'apertura del grembo quindi esprimerebbe soltanto il dare alla luce, senza specificare il come.

A questo punto non si può non parlare dei Vangeli apocrifi, i quali rispecchiano la mentalità popolare e sono un segno assai eloquente delle idee che circolavano negli ambienti cristiani. Questi Vangeli, e in particolare il più importante, il Protovangelo di Giacomo, sono concordi nell'affermare la verginità di Maria nel concepimento e nel parto. Il Protovangelo di Giacomo presenta Maria come vergine intatta, votata al Signore fin dal seno materno. Viene affidata al vedovo S. Giuseppe come «la Vergine del Signore». Il suo parto è verginale, come hanno costatato la levatrice e Salomè. Questo fatto è un «portento» e un «miracolo». Analogo è quanto affermano l'Ascensione di Isaia e le Odi di Salomone. Scrive a questo punto il De Fiores:
«Al di là degli elementi accessori è certo che l'intuizione sacra del popolo, trasmessa dagli apocrifi, riguarda la verginità di Maria conservata intatta nella nascita di Gesù. Dalla susseguente storia della mariologia risulta che qui si esprime un autentico "senso dei fedeli", a cui la teologia e il magistero apporranno la loro conferma. L'influsso dei racconti apocrifi si manifesta soprattutto nella devozione e nell'iconografia; e se le discussioni mariologiche del II-III secolo sono cadute nell'oblio, "la figlia della comare che accerta la condizione verginale di Maria ci guarda ancora dai mosaici di Santa Maria Maggiore in Roma"».


Guardando ora i simboli della fede, vediamo che nella quasi totalità essi parlano dell'Incarnazione «dallo Spirito Santo e da Maria Vergine». La concezione verginale appartiene quindi sin dagli inizi al deposito della fede. Non si fa cenno invece, nel II e III secolo, alla verginità perpetua di Maria. Essa entrerà nei Simboli un poco più tardi.
Maria visse vergine anche dopo la nascita di Gesù. De fide.
************************************************************************************

Sul ruolo di Maria, nel III e IV secolo, nacquero discussioni a non finire.
Coloro che sostenevano la sola sostanza divina di Gesù, come Marcione e Valentino, consideravano Maria un semplice strumento di 'fabbricazione' del Cristo, un vaso nel quale il seme divino ha dato origine al divino bambino. Vi fu chi sostenne che al momento del parto il neonato sarebbe stato espulso senza nemmeno sfiorare i visceri materni! Per Nestorio, che sosteneva le due nature distinte della Persona, una materiale e una divina, Maria avrebbe avuto il compito di generare solo quella umana. A lui si oppose Cirillo che sosteneva quanto fu poi sancito nel Concilio di Efeso con Atanasio.
Il culto mariano originò in ambiente bizantino, a Costantinopoli ove si diceva fosse venerata una immagine della Madonna dipinta da san Luca. Di là si diffuse nel bacino del Mediterraneo, sostituendosi poco alla volta al culto di un'altra grande divinità femminile, Iside che, a partire dalla stessa epoca in cui visse Gesù, aveva avuto una straordinaria diffusione. A Pompei è stato disseppellito un piccolo tempio di questa dea, e si è conservato addirittura l'ultimo pasto dei suoi sacerdoti, uova, pane e olive; nelle case e nelle tombe fu trovato un gran numero do oggetti riferibili a tale culto, in particolare statuine raffiguranti Iside con il figlioletto, Horus, in braccio. Ancora nel secondo secolo si costruivano nuovi templi alla dea (Sardegna).
Apuleio nel suo celebre 'Asino d'oro' scrive come il protagonista, riprese le sue sembianze umane, elevi una preghiera di ringraziamento alla dea. Ebbene, io assicuro che se qualcuno leggesse alcune parti di questa preghiera in una chiesa attuale, nessuno, ma proprio nessuno dubiterebbe che la lunga orazione non sia dedicata alla nostra Vergine:
"Regina coeli, quoque nomine, quoque ritu, quaqua facie te fas est invocare: tu meis iam nunc extremis aerumnis subsiste, tu fortunam conlapsam adfirma, tu saevis exanclatis casibus pausam pacemque tribue; sit satis laborum, sit satis periculorum..."
"Regina del cielo, con qualunque nome, con qualsiasi rito ed in qualunque aspetto è doveroso invocarti, vieni in soccorso a questi miei estremi mali, raddrizza la mia sorte vacillante, dammi tu, dopo i feroci affanni patiti, pace e riposo; sia posto un termine ai travagli, sia posto un termine ai pericoli." Non è forse identico al nostro "Salve Regina"?
  fai click sull'icona per tornare all'indice generale degli studi sul cristianesimo
 
  *******************************

NOTA A MARGINE
  NOTA: se il concetto di Divinità di Gesù risale addirittura alla fine del primo secolo, altrettanto si può dire dell'incredulità di parte dei primi cristiani, ad esempio il Vangelo di Filippo mostra tutto lo sbalordimento dei cristiani dell'epoca; "Taluni hanno detto che Maria ha concepito dallo Spirito Santo. Essi sono in errore. Essi non sanno quello che dicono. Quando mai una donna ha concepito da una donna?" ((Vangelo di Filippo, 17) Lo Spirito Santo (la Sophia) era di natura femminile, in ossequio alle antichissime triadi ancora venerate.

La prova principe della verginità di Maria viene come al solito ricercata nell'antico Testamento.
Isaia scrisse:

(7,10 e seg.) Il Signore parlò ancora ad Acaz: Chiedi un segno - è in corso la guerra siro-efraimita, il re di Aram e il re di Israele volevano trascinare Giuda in una coalizione contro l'Assiria, ma il re Acaz prefrì chiedere l'appoggio di Tiglat-Pileser che vinse la guerra; Isaia per ordine del Signore va incontro ad Acaz che teme ritorsioni e lo rincuora - dal Signore tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure lassù in alto. Ma Acaz rispose: Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore.
Allora Isaia disse: Ascoltate, casa di David! Non siete contenti di stancare la pazienza degtli uomini, perchè ora volete stancare quella del mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. Egli mangerà panna e miele finchè non imparerà a rigettare il male e a scegliere il bene. Poichè prima ancora che il bimbo impari a rigettare il male e a scegliere il bene sarà abbandonato il paese di cui temi i due re (N.B. Samaria e Damasco che minacciano Giuda per il tradimento) Il signore manderà su di te, sul tuo popolo e sulla casa di tuo padre giorni quali non vennero da quando Efraim si staccò a Giuda: manderà il re di Assiria.
La traduzione dei Settanta tradusse la parola 'almah' = 'giovane donna' con 'parthenos' che vuol dire la stessa cosa, ma anche 'vergine'. . La figura retorica della 'almah' che fa un figlio che poi cresce sino ad avere l'uso della ragione quantifica sostanzialmente una quantità di tempo, dodici-quattordici anni, dopo di che i nemici saranno annullati dagli Assiri, che effettivamente lo faranno, riducendo però Giuda in vassallaggio.
Su quelle sei parole trovate a caso in una cronaca della tribù di Giuda del VII secolo a.C. e impropriamente tradotte in greco - Ecco una ragazza partorirà un figlio - è stata costruita buona parte della religione cristiana.

Basta richiedere ad un motore di ricerca la parola 'almah' e si troveranno decine di pagine in tutte le lingue e di tutte le tendenze che disquisiscono su questo argomento. La maggior parte conferma con ricchezza di dati filologici quanto sopra detto. Altre - oggi nemmeno i teologi negano il problema linguistico - dicono che in definitiva è un dogma 'de fide'. Altri ancora gridano alla menzogna.
Io lodo i credenti, e perfino un poco li invidio. Io non lodo quelli che gridano allo scandalo perchè tutto ciò che è stato fatto e detto appartiene alla storia dell'umanità e prima di tutto è - per l'appunto - storia. Un'anima angosciata che implora inginocchiata davanti ad una statuetta di donna in bianco ed azzurro trova conforto e speranza, davanti ai proclami di ateismo troverebbe solo il deserto, ben venga quindi la Madonna che piange con il fedele e ne accoglie le suppliche. Che importa se non è mai esistita? Quello che importa è che esista nel cuore di chi ha bisogno di lei, esattamante come le "Mater Matuta".
  *****************************

La Madonna con un profeta
  Nelle catacombe romane si conserva la più antica immagine della Madonna, rappresentata in pittura nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria. L’affresco, riferibile alla prima metà del III secolo, raffigura la Vergine con il Bambino sulle ginocchia dinanzi ad un profeta (forse Balaam, forse Isaia) che indica una stella, per alludere al vaticinio messianico. Nelle catacombe sono rappresentati altri episodi con la Madonna, come l’adorazione dei Magi e le scene di presepe, ma si ritiene che, precedentemente al concilio di Efeso, tutte queste raffigurazioni abbiamo un significato cristologico e non mariologico.
  La divinizzazione della Madonna sta per compiere un ulteriore progresso!
Nel 2005 a Fatima quattro cardinali, tre asiatici ed un messicano, hanno presentato un "votum" nel quale affermano: "Crediamo sia il momento opportuno per una solenne definizione o chiarificazione circa il costante insegnamento della Chiesa riguardo alla Madre del Redentore e la sua cooperazione unica nell'opera della Redenzione." In altri termini: "La Madonna e Gesù sono eguali. Entrambi hanno redento l'umanità."
Ciò pone anche un interessante problema biologico. Un tempo, quando la fisiologia riproduttiva femminile era ignota e si credeva, per analogia, che la donna fosse simile ad un terreno fertile nel quale il maschio depone il suo seme, non v'erano grandi problemi nell'accettare la teogamia. Ma oggi sappiamo che è la donna che offre non solo il proprio grembo, non solo metà del patrimonio cromosomico ma anche il patrimonio ribosomiale, di fondamentale importanza per la strutturazione del concepito. Va da sé che se questo conferma il dogma della totale umanità di Gesù, pone anche il dilemma dell'ascendenza di Maria, che ha comunque ereditato la sua dotazione da una lunghissima storia filogenetica comune a tutta l'umanità (ben evidenziata dai vangeli di Matteo e Luca, quando però si credeva ancora nella missione "regale" di Gesù): considerarla una santa può anche andar bene, ma farne una divinità redentrice, come ardiscono i cattolici, è pura idolatria!
ISIDE CHE ALLATTA  IL FIGLIO HORO
INNO A ISIDE
da Nag Hammadi - III secolo
Perché io sono la prima e l’ ultima
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che nutrì la mia fertilità,
Io sono la Madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono la Scandalosa e la Magnifica.
[ testo footer ]