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| Giovanni Moro |
| STUDI SUL CRISTIANESIMO DELLE ORIGINI |
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Nel quale inizia la disamina delle ipotesi sulla figura del Gesù che camminò sulla terra |  |
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8 - La figura centrale del cristianesimo sembrerebbe essere stata Gesù Cristo.
Chi fu costui? |
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testo di esempio |  |
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Nessun uomo che ha conosciuto personalmente Gesù ha trasmesso documenti di prima mano ed in lingua aramaica sulla sua figura e sulla sua opera: però alcuni hanno narrato, in lingua greca, in piccoli libriccini quello che di lui avevano sentito dire. E questo perché c'erano persone, tra i primi Paolo di Tarso, che erano andati in giro a dire che Cristo era morto e risorto, e che stava per tornare sulla terra per portare in paradiso i buoni e sbattere tutti gli altri nell'inferno.
A credere in questo ci si misero in tanti, in tantissimi, ciascuno a suo modo. Dalla fine del I secolo in poi nacquero un'infinità di dottrine aventi come punto focale il Cristo Redentore, e la sua persona venne interpretata in maniere che dire fantasiose è dir poco. Un piccolo esempio lo si può trovare nella pagina "I CRISTIANESIMI" in questo stesso sito. Per la maggior parte di queste dottrine Gesù era stato una emanazione divina, un'apparizione che sotto l'aspetto di uomo ha portato, offrendosi in olocausto, la salvezza dal male che è l'essenza stessa del mondo in cui viviamo; secondo altre invece Gesù sarebbe stato un uomo normale, ma con poteri speciali. Tra tanta farragine è emerso il concetto - ispirato dalle espressioni evangeliche - che Gesù è stato un vero uomo ma figlio di Dio. Nacque così la dottrina cristiana cattolica. |
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Cosa può esserci di vero in tutto ciò? |
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"Devi crederci, volente o nolente" ci han detto per secoli i maestri della Chiesa, pena le minacce di incredibili futuri tormenti (chi può negarlo?) e hanno imposto alla gente di pensare con la testa dei maestri e non con la propria.
I maestri, i "padri", si contarono - come detto - a decine ed ognuno di essi ebbe un seguito più o meno numeroso, ma sempre e soltanto un seguito, come oggi i leader politici o i guru. Il resto della popolazione rimase indifferente, o tiepidamente interessata oppure decisamente ostile. Questo fintanto che il cristianesimo non fu imposto con la forza delle armi e delle circostanze.
Noi uomini di oggi abbiamo il privilegio di poter finalmente usare uno strumento che Domineddio ci ha dato, la nostra intelligenza (nota 1), fallace, imperfetta, impropria, ma è l'unico disponibile per cercare di capire come gli antichi accadimenti si sono svolti, ed il come e il perché delle loro conseguenze senza dover forzatamente credere a tutto quello che altri hanno immaginato e detto.
Con questo strumento possiamo fare l'unica cosa ragionevole ed alla nostra portata: documentarci leggendo direttamente i testi che abbiamo a portata di mano
Facciamolo insieme e insieme ne resteremo incredibilmente sorpresi. |
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| 9 - Analisi della comunicazione neotestamentaria. |
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testo di esempio |  |
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Secondo i Vangeli(nota 4) , cosa annunciava Gesù detto il Cristo?
Prendiamo come testo di riferimento il vangelo di Matteo:
- 3,1: In quei giorni venne Giovanni detto il battista, che predicava nel deserto della Giudea, e diceva: "Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino".
- 4,17: Da quel tempo (dopo che Giovanni fu imprigionato) Gesù cominciò a predicare e a dire: "Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino".
- 10,5: ... i dodici che Gesù mandò dando loro queste istruzioni: "Non andate tra i pagani e non entrate in nessuna città dei Samaritani(nota 5), ma andate piuttosto verso le pecore perdute della casa di Israele. Andando predicate e dite: Il regno dei cieli è vicino".
- 12,39: Alcuni scribi e farisei presero a dirgli: "Maestro, noi vorremmo vederti fare un segno". Ma egli rispose: "Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno; e segno non le sarà dato tranne il segno del profeta Giona(nota 6) (-) La regina del mezzogiorno comparirà nel giudizio con questa generazione e la condannerà, perché ella venne dalle estremità della terra per udire la sapienza di Salomone; ed ecco, qui c'è più che Salomone!".
- 16,27: ...il figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo l'opera sua. In verità vi dico che alcuni di coloro che sono qui presenti non gusteranno la morte finché non abbiano visto il figlio dell'uomo venire nel suo regno.
- 24,4: I discepoli gli si avvicinarono in disparte dicendo: "Dicci quando avverranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell'età presente?" (-)"Io vi dico in verità che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute".
Per puntualizzare meglio l'annuncio di Gesù leggiamo in Paolo di Tarso, che condivide ed esalta questa speranza (I Tessalonicesi 4,15): "Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti. (16)Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell'arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; (17)quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell'aria, e così saremo sempre con il Signore". |
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* Gesù NON era latore di un messaggio universale di salvezza;
* la salvezza era riservata ad Israele: del resto del mondo - samaritani compresi - non gliene importava nulla;
* era convinto di essere un profeta di Dio, ma non un dio;
* era convinto dell'imminenza dell'evento, quindi l'invito a non peccare e a non curarsi delle cose del mondo era a breve termine.
Immaginiamo di ascoltare un tale, proveniente da un oscuro paesetto, affascinate, facondo oratore, personalità magnetica, che predicasse l'imminente fine del mondo - persone simili non mancano nemmeno oggi - cosa penseremmo di lui? Che si tratta di un eccentrico affetto da DELIRIO MISTICO.
Gesù è stato per l'appunto un caso clinico. |
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Inevitabile la perplessità di ogni lettore sul fatto che "queste cose", ovvero il trionfo del Regno ebraico e lo sterminio dei kittim (i romani) ed in senso lato dei cattivi (ebrei) non sono avvenute nell'ambito di una generazione e nemmeno dopo, e tutto è rimasto come prima (anzi, per l'infelice generazione 'malvagia ed adultera' le cose sono andate ancor peggio di prima!), secondo l'ineluttabile svolgimento della storia.
E' pertanto lecita una domanda: l'annuncio di Gesù aveva un fondamento storico e politico od era una sua esclusiva paranoia? O veramente portava un annuncio di vita eterna? Solo un succinto excursus nella storia di quei tempi e di quei luoghi ci può illuminare.
Sicuramente i figli di Israele avevano radicato nell'animo un profondo senso d'indipendenza, e Gesù con loro.
In altra parte di questo trattatello saranno citati documenti essenziali per comprendere quali intendimenti politico-insurrezionali agitassero la Palestina in quei tempi, ma qui mi pare utile anticipare qualche informazione.
Dopo la morte di Salomone, intorno al 922 (2 Re 25), il regno di Davide si era diviso in due parti: nel nord il regno d’Israele assegnato a Geroboamo, nel sud il regno di Giuda assegnato a Roboamo, con capitale Gerusalemme. Dopo due secoli di baruffe(nota 7) e di empietà contro Dio, il regno d’Israele venne distrutto dagli Assiri di Salmanassar V nel 722 e gli abitanti vennero dispersi “... perché violarono le leggi e disobbedirono ai profeti che predicevano che sarebbe venuta su di loro questa sventura se non cessavano dal compiere azioni empie. (Giuseppe Flavio A.G. IX,281)”(nota 8).
Anche gli abitanti del regno di Giuda, un secolo e mezzo dopo, vennero deportati a Babilonia da Nabucodonosor nel 587, ma nel 538, cominciarono, con la benedizione di Ciro il Grande (Vedi il Libro di Isaia) conquistatore degli Assiri non con le armi ma con abili mosse politiche, a ritornare in patria, lasciando tuttavia nell'antica capitale mesopotamica dei cospicui insediamenti (se ne parlerà ancora nel capitolo dedicato all'apostolo Pietro) .
Durante l’esilio (la cosiddetta ‘cattività babilonese’) l'anima degli Ebrei era profondamente mutata: la nazione giudaica ed il suo Tempio erano stati distrutti da Nabucodonosor, e quindi gli esuli dovettero organizzare la loro vita religiosa senza un Tempio nel quale compiere i riti ed i tradizionali sacrifici.
Però, nei cinquant'anni di esilio erano avvenuti anche fatti estremamente importanti, sia per gli Ebrei sia per noi che vogliamo capire le motivazioni che hanno portato alla nascita del cristianesimo. I saggi depositari della tradizione (non possiamo ancora parlare di rabbini) si impegnarono a riconsiderare profondamente la fede e la storia del loro popolo, e sulla base delle antiche memorie riordinarono e misero per iscritto tutto il loro patrimonio culturale, storico e sacro: nacquero così l'edizione definitiva della Torah ed il Talmud(Commentari), quello poi chiamato Babilonese. L’epicentro della vita religiosa pertanto non era più il Tempio di Gerusalemme ma era la Parola di Dio, la liturgia della Parola ed i libri che la contenevano.
Ecco perché lo stravolgimento della Bibbia ebraica perpetrato dai cristiani ( e non solo da loro!) è da considerare la peggiore ed iniqua tra le persecuzioni degli Ebrei. |
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| "MEMENTO MORI" mosaico da Pompei (I,5,2) - Napoli Museo Archeologico |
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I neuroni specchio sono una classe di neuroni specifici che si attivano sia quando si compie un'azione sia quando la si osserva mentre è compiuta da altri (in particolare tra conspecifici). I neuroni dell'osservatore "rispecchiano" quindi il comportamento dell'osservato, come se stesse compiendo l'azione egli stesso. Questi neuroni sono stati individuati nei primati, in alcuni uccelli e nell' uomo. Nell'uomo, oltre ad essere localizzati in aree motorie e premotorie, si trovano anche nell'area di Broca e nella corteccia parietale inferiore. Alcuni scienziati considerano la scoperta dei neuroni specchio una delle più importanti delle neuroscienze degli ultimi dieci anni. |
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Anche autori recenti, come Messori e Odifreddi, tanto per citare i due estremi, scrivono avendo presente la propria ideologia, non l'esame critico dei fatti. Augias ha fatto un tentativo giornalistico, ed è approdato ad un nulla di fatto. |
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Ario non negava la Trinità, egli professava un adozionismo, ovvero egli sosteneva che Gesù non era ingenerato ed eterno come il Padre ma era stato creato e adottato da quest'ultimo. Subordinava quindi il Figlio al Padre e lo Spirito Santo al Figlio, negando la consustanzialità delle tre persone come invece sarà formulato nel concilio di Nicea (325) nel famoso credo niceno. Quindi Ario negava categoricamente il concetto di homousìa, dato che per lui Gesù era una sorta di semidio di tipo ellenistico e non identificabile esattamente con Dio stesso. L'identità delle sostanze secondo i cattolici venne derivato dal primo capitolo della Lettera agli Ebrei, nel quale si definisce il figlio come irradiazione della gloria di Dio e impronta della sua sostanza. |
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I termine 'vangelo' è la volgarizzazione del termine greco 'eu-anghelion', ossia 'buon annuncio'. Ne furono scritti a iosa, ma la maggior parte di essi (come quelli rinvenuti a Nag Hammadi nel 1945) contengono essenzialmente i detti del Messia, mentre i sinottici ed i vangeli apocrifi (comunque tardivi, dalla seconda metà del II secolo alla seconda del III) si diffondono anche su fatti e fatterelli, spesso immaginari, della vita di Gesù |
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Vedremo in seguito come tra Giudei e Samaritani non corresse buon sangue. |
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Vedasi in seguito una considerazione sul significato del “segno” di Giona. |
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Contiene un frammento di Giovanni 18:31-33. Appartiene alla John Rylands Library di Manchester e risalirebbe al 125. |
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Dal 841 al 814 regnò in Israele Gesù, figlio di Nimshi (vedi 2 Re, 10, 12 e seg.). Giuseppe Flavio (A.G. IX, 106) scrive che il profeta Elissaio mandò di nascosto “... un suo discepolo al quale aveva consegnato l'olio santo affinché a Aramatha ungesse Gesù e gli dicesse che la Divinità l'aveva scelto come re (il ragazzo trova Gesù e, tràttolo in disparte) prese l'olio, lo versò sul suo capo dicendo che Dio l'aveva scelto come re per sterminare la stirpe di Achab e vendicare il sangue dei profeti che erano stati uccisi empiamente da Jezabel”. |
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A.G. = Antichità Giudaiche - G.G. Guerra Giudaica |
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