 |
|
|
| |
STUDI SUL CRISTIANESIMO DELLE ORIGINI |
|
 |
|
 |
 |
 |
 |
Nel quale si tratta delle premesse, degli scopi e della metodologia seguita nella stesura dell'opera
.................................................................................... |  |
 |
 |
| Come verrà più volte ribadito, i miei studi riguardano i primi secoli della storia del cristianesimo e si sottolineerà come la dottrina cattolica attuale contenga elementi del tutto ignoti ai primi fedeli. Questo perché la Chiesa ritiene ispirati e quindi validi per la fede usi e tradizioni che si sono via via accumulati nel tempo ad opera di scritti leggendari, studi patristici, decisioni conciliari, dogmi pontifici e persino tradizioni derivate da altre religioni coeve. |
*************************************************************************
Cristianesimo ieri.
Il cristianesimo – sia pure nelle numerose varianti dottrinali presenti in ogni tempo – ci viene proposto come insegnamento di Gesù diffuso dagli apostoli, interpretato dai Padri della Chiesa e predicato dal clero da duemila anni sin ad oggi. Ci viene mostrato come un credo dogmatico e indiscutibile preannunciato addirittura dai profeti biblici e realizzato da Cristo con il suo ammaestramento ed il suo salvifico sacrificio. Ci viene mostrata la sostanza una e trina di Dio, ci viene spiegato come il Regno promesso sia una realtà quasi fisica, destinato ad accogliere non solo lo spirito ma anche il corpo di Gesù e di sua Madre Maria, oltre ad una infinita schiera di santi noti ed ignoti che fanno corona attendendo la resurrezione dei loro corpi.
A noi, educati sino dalla prima infanzia a credere in questo, la religione appare un qualcosa di imprescindibile e inamovibile dalla nostra vita e dalla nostra coscienza, se credenti. Ma è sempre stato così?
Certamente no. Basta una lettura (si veda più avanti alcune essenziali note sulla “lettura” dei testi neotestamentari) degli scritti antichi a noi pervenuti per comprendere come al "credo" stilato nel celebre concilio di Nicea del 325 d.C. si sia arrivati per gradi e tormentate interpretazioni degli antichi accadimenti. Uno schema molto semplificato potrebbe essere il seguente:
I secolo d.C.
· Insegnamento e opera di Gesù che predica - esclusivamente in ambito giudaico - l'imminente avvento del Regno di Dio;
· Insegnamento e opera di Paolo di Tarso e di qualche altro missionario che predicano l'imminente avvento dei Regno aperto a tutti i fedeli indipendentemente dalla razza e dal ceto sociale;
· Scomparsa di Gerusalemme nel 69 d.C. e dei testimoni giudei diretti: la dottrina cristiana abbandona la sinagoga e diventa esclusiva pertinenza del mondo ellenistico;
- Fiorisce un po' ovunque un'infinità di piccoli gruppi di credenti legati dalla spasamodica attesa dell'imminente secondo avvento del Cristo ;
. Si pubblicano opuscoli che miscelano fatti, ammaestramenti e detti di Gesù: si formano i tanti 'vangeli'.
II secolo d.C.
· Si affievolisce l’attesa della parusia e la speranza nel Regno;
· Nascono decine di nuove dottrine sulla interpretazione della figura e del significato di Cristo e della sua venuta;
III secolo d.C.
· Si consolidano numerose comunità cristiane, non ostante sporadiche ma violente repressioni;
· I cristiani occupano posti di rilievo non solo nella pubblica assistenza ma anche nell’amministrazione statale e nell’esercito;
· Fiorisce una ricca letteratura leggendaria su Gesù, Maria di Nazareth, gli apostoli;
IV secolo.
· L’editto di Milano promulgato da Costantino sancisce la libertà di culto per tutte le religioni, ma in realtà consegna la completa egemonia ai cristiani che iniziano l’attività distruttiva fisica e culturale del mondo pagano;
· A Nicea (325) si promulga il Credo e si definiscono vari aspetti dottrinali e cultuali del cattolicesimo;
· A Costantinopoli (381) si sancisce la consustanzialità dello Spirito Santo con il Figlio
e con il Padre;
V secolo.
· A Efeso (431) si sancisce che Cristo - Dio e uomo - è un aspetto (persona) di una sola Entità tuttavia trina (col Padre e lo Spirito Santo); quindi Maria è Madre di Dio.
Questo schema potrebbe suggerire una lineare continuità storica e dottrinale: proseguendo invece nel nostro lavoro si comprenderà facilmente come le cose siano andate in maniera affatto diversa. |
|
|
|
|
| |
Origini delle religioni e significato del termine |
|
Una religione è un insieme di azioni, credenze, comportamenti, istituzioni, con cui un gruppo di uomini tenta di collocarsi all'interno di un mondo non-umano, investendo di valori ciò che sembra essere fondamentale. E' quindi un mezzo con il quali gli uomini hanno tentato sin dall'alba della loro esistenza di indagare il mistero dell'esistenza. Gli uomini hanno creato tanti dei, munifici e malvagi, misericordiosi e crudeli, bisognosi tutti del continuo ossequio dei fedeli profferto con l'intermediazione di specifici addetti, i sacerdoti.
Tutte le religioni hanno radici comuni, ancestrali, iscritte nei codici genetici degli umani, fatte di paura degli eventi naturali e della morte, l'inaccettabilità della scomprsa delle persone care, il bisogno di protezione, il bisogno di scongiurare le disgrazie: questa la ragione fondamentale per la quale la religiosità si è espressa e si esprime in maniera sostanzialmente simile.
Si sono eretti e si erigono tuttora templi i più grandiosi possibile, svettanti verso il cielo (perché la nostra voce possa sperare di raggiungere gli dei che abitano appena sopra le nuvole), si offrono sacrifici e profumi, si prega con ossessiva ripetitività.
Il termine religione deriva dal latino relìgio, la cui etimologia è ancora incerta: secondo Cicerone (De natura deorum II, 28, 72) la parola deriva dal verbo relegere, ossia "rileggere", intendendo una rilettura degli eventi naturali come opera di entità soprannaturali. Al contrario Lattanzio (Divinae institutiones IV, 28), ripreso da sant'Agostino (Retractationes I, 13) sostiene che la parola deriva da un altro verbo, religàre, cioè "legare, vincolare", nel significato di legare l'uomo alla divinità.
....................................................................................................................................... |
Altre possibili etimologie, benché meno probabili, fanno risalire la parola ai verbi relegàre ("allontanare, dividere", che sottolinea la separazione tra le cose sacre e profane), religere ("considerare diligentemente" gli dei), religàre (vincolare gli uomini nella comunità sotto le stesse leggi e lo stesso culto) e re-eligere (scegliere ancora, effettuare una nuova scelta).
Anche sulla definizione del termine religione vi sono notevoli diversità tra le proposte dagli studiosi. Indicativamente nel senso comune si può intendere come 'religione' il rapporto tra l'uomo e una o più divinità, mente in senso lato si può intendere la religione come 'ragione dell'essere' naturale e/o soprannaturale: questo includerebbe anche le "religioni atee" come il buddismo primitivo, e permette di inglobare nel termine anche fenomeni come la magia o anche la dottrina della rivoluzione francese, il nazismo e il comunismo, solitamente non considerati religioni vere e proprie.
La religione comprende in ogni caso elementi che possono essere collocati su tre livelli:
* soggettivo o noetico o intellettuale: credenze (o dogmi, nella tradizione cristiana) di natura filosofica, etica o metafisica riguardanti il cosmo, l'uomo, la divinità;
* oggettivo o pratico: riti e culti privati o collettivi che devono essere seguiti per garantire un adeguato legame tra l'uomo e la divinità;
* sociale o etico-morale: obblighi e divieti (ad esempio i dieci comandamenti nella tradizione giudaico-cristiana) codificati e tramandati entro il contesto sociale che regolano i rapporti tra gli individui.
Alcune religioni, i tre grandi monoteismi in primo luogo, sono dette "rivelate" in quanto si ritengono depositarie della parola di dio e adottano dei testi sacri nei quali sono comprese tutte o parte delle rivelazioni divine.(nota 4).
.......................................................................................................................................................................................................... |
 |
3 - RAGIONE E SCOPI DI QUESTA OPERA
............................................................ |
|
 |
 |
 |
 |
testo di esempio |  |
 |
 |
| Scopo di questa ricerca è lo studio delle motivazioni storiche che hanno dato origine al cristianesimo che tutt'oggi viene insegnato. |
 |
| 4 - PORSI IL PROBLEMA DELLA VERIDICITA' DI UNA DOTTRINA RELIGIOSA EQUIVALE AD ESSERE ATEO.....................................................? |
|
 |
 |
 |
 |
testo di esempio |  |
 |
 |
 |
Porre in discussione i fondamenti di una dottrina non significa essere "ateo" |
******************************************************************************
Simile accusa è da respingere fermamente. Non è ateo chi ha cercato per tutta la vita - e cerca tuttora - Dio. Questo cosiddetto "ateo" semplicemente non ha trovato Dio nelle dottrine religiose che hanno cercato e ancora cercano di imporsi nel corso della storia. Dio esiste, lo conoscevano benissimo gli stoici, lo conosceva benissimo Platone, lo conoscevano Seneca e Siddharta, ma non è detto che sia quello posto sui nostri altari. |
******************************************************************************************
Come scritto poco sopra, una cosa è certa ed incontrovertibile: la dottrina cristiana come oggi ci viene insegnata non è affatto nata con Gesù, né è stata da Lui compiuta. E' invece frutto di duemila anni di elucubrazioni e congetture, nate da un'intuizione di Paolo di Tarso ed ancora non completate. Il "corpus" dottrinale infatti è frutto di elaborazioni fatte “ex cathedra” da molti uomini, cominciando proprio da Paolo e poi dai padri della Chiesa e dai pontefici, tutti certi di avere il dono della verità e di rappresentare la parola di Dio. Alcuni punti dottrinali basilari sono sorprendentemente recenti. Qualche esempio:
$ - La consustanzialità del Figlio col Padre (in pratica la divinità di Gesù e la "struttura trinitaria" di Dio fu sancita nel 325 (dopo aspre contese con Ario che - forse - fu assassinato) ma divenne dogma solamente col II Concilio Laternense e col Concilio di Trento (1551)
$ - La natura duplice di Gesù fu affermata nel concilio di Calcedonia del 451, nel quale vennero condannati i Monofisiti;
$ - La divinità dello Spirito Santo nel 381
$ - La liceità del culto delle immagini nel 787
$ - Il dogma del peccato originale, i sacramenti, la celebrazione della Messa e il culto dei santi nel 1545
$ - Il concetto di Purgatorio risale al Concilio di Firenze e al Concilio di Trento (1580)
$ - Il concetto di Limbo risale al XII secolo, ed è stato archiviato di recente da Benedetto XVI
$ - Il dogma dell'Immacolata fu promulgato da Pio IX nel 1854 - da un enunciato di sant'Agostino in De Natura et Gratia, 42, teologo che a tutti gli effetti è l'"inventore" del peccato originale, ipotesi finalmente vincente tra le tante proposte per dare un senso all'opera e alla morte del Cristo.
$ - Il dogma dell'Assunta fu promulgato da Pio XII nel 1950 - ma la tradizione è molto antica.
E' facile constatare come i cosiddetti 'dogmi' siano in realtà elementi dedotti dalla tradizione cristiana, frutto del pensiero dei dottori ma anche della favolistica popolare e gradualmente trasformati secolo dopo secolo in verità di fede.
Possiamo dire che da un decennio dopo la morte di Gesù sino ai giorni nostri una infinità di pensatori, teologi e predicatori ha pubblicato libri dottrinari rapidamente trasformatasi in "fanta-conoscenza" dell'essenza del Cristo e quindi di Dio(nota 6). E su questi testi si sono costruite ed evolute le molteplici dottrine oggi conosciute come cristiane.
Le nostre ricerche sono comunque limitate allo studio di quanto è accaduto in origine, al più nei primi tre secoli di questa era e non su ciò che è venuto "dopo". A noi interessano solo le fondamenta dell'edificio, non le sovraelevazioni, nostra ambizione è fare come nel restauro delle antiche chiese ove si demoliscono gli orpelli barocchi per ridare luce alle snelle architetture originarie. |
 |
5 - METODICA DELL'INDAGINE
............................................................ |
|
 |
 |
 |
 |
testo di esempio |  |
 |
 |
******************************************************************************************
Cosa è possibile fare per approfondite la conoscenza di una dottrina? Due cose:
a) ascoltare l'insegnamento dei maestri, oppure - se si ritiene inaccettabile il concetto che la tradizione è anch'essa verità rivelata:
b) risalire alle fonti storico-letterarie in modo autonomo.
********
Niente di nuovo, sicuramente: in tanti lo hanno fatto, di essi molti hanno fatto una brutta fine, altri hanno fondato cristianesimi alternativi a quello cattolico.
********
La presente ricerca ha la presunzione appunto di basarsi sul più semplice ed attuabile dei sistemi: la lettura "diretta" delle fonti "disponibili" più antiche, ossia - in ordine cronologico - le lettere di Paolo di Tarso, i tre Vangeli sinottici, gli atti degli apostoli, il vangelo di Giovanni, alcuni testi non cristiani tra i quali primeggiano per importanza le opere di Giuseppe Flavio e, ovviamente, l'AT.
Siamo agevolati in ciò proprio dalla diluizione nel tempo degli elementi dottrinari che compongono il Credo cristiano. Se poniamo un termine di tempo, ad esempio, alla fine del secondo secolo e ci occupiamo "solo" di quello che si scriveva, si diceva e si faceva in quel tempo, siamo autorizzati a studiare "solo" il Cristianesimo delle origini.
Induzioni e deduzioni successive poco ci aiutano in questo intento. Interpretazioni, ipotesi e romanzi elaborati successivamente non fanno parte del corredo storico che a noi interessa: per noi tutta la rimanente miriade di scritti non ha sostanziale valore storico, in quanto basata sulla lettura "inversa" dei testi-base. (nota 7) |
| |
"A parità di fattori la spiegazione più semplice tende ad essere quella esatta"
William of Ockham(1280 - 1349) |
 |
6 - PRINCIPIO METODOLOGICO:
LA LETTURA INVERSA DEL N.T.
............................................................ |
|
 |
 |
 |
 |
testo di esempio |  |
 |
 |
| INFORMAZIONE |
Ci dobbiamo fidare del NT? Si, perché non ci sono alternative, anche se abbiamo delle prove che è stato già in antico ampiamente corretto e rimaneggiato. A questo proposito potrebbe essere illuminante una lettera di Clemente di Alessandria (150 - 215 d.C.) che potete leggere facendo click sul link sottostante
....................................................................................................................................... |
| Fare click qui |
 |
******************************************************************************************
Con la lettura "inversa" l'interpretazione dei testi è fatta in funzione del messaggio che si vuol credere che essi contengono: nella fattispecie si parte dal presupposto che Cristo sia stato il latore di un messaggio di salvezza per l'umanità, anzi, che era Dio stesso umanizzatosi e sacrificatosi per portarci un appiglio di salvezza: per conseguenza ogni sillaba dei "libri" acquista un significato esoterico e teologico. La lettura inversa dei libri sacri è ciò che si è fatto a partire dal II secolo e si continua a fare tutte le domeniche in chiesa. |
******************************************************************************************
Si tratta quindi di dare un'interpretazione esoterica e profetica delle scritture, ma questa non è solo la lettura biblica dei cristiani: essa ha origini più antiche, seppur di poco. Già Filone di Alessandria (13 a.C. - 45 d.C.) fu l'autore di una monumentale opera esegetica, con la quale sosteneva l'interpretazione allegorica esoterica della Torah e del Dio di Abramo, e che servì da base per il giudaismo ellenistico e per i teologi della nascente fede, ma proprio di questi tempi il pensiero storico ebraico comincia a prendere le distanze dal rabbinismo più esasperato.
Cessate con la fine del VI secolo le acerrime diatribe dottrinali che avevano caratterizzato i primi secoli della nuova religione, il diffuso analfabetismo perdurato sino agli albori del Rinascimento rese superflua ogni interdizione ad accedere direttamente alla Bibbia, ma anche quella parte di clero che sapeva di lettere era tenuto a leggere le scritture secondo le canoniche necessità spirituali (Ireneo Contra Hereses 3,4) - (nota 8). D'altronde i libri erano disponibili esclusivamente nelle biblioteche dei monasteri, gestite con estremo rigore, o presso qualche potente del tempo. Ma i tempi per l'appunto cambiano ciclicamente, e fu così che la Chiesa, dietro pressante richiesta delle autorità politiche (Roberto II re di Francia, Guglielmo conte di Poitiers e duca di Aquitania, l'imperatore Enrico III), dovette contrastare la lettura personale della Bibbia in lingua volgare per evitare gli eccessi gnostici: « Proibiamo che qualsiasi laico possieda i libri del Vecchio o Nuovo Testamento tradotti in lingua volgare. Se una persona pia lo desidera, può avere un Salterio o un Breviario... ma in nessun caso dovrà possedere i libri sopra menzionati tradotti in lingua romanza. » (Sinodo di Tolosa, canone 14, 1229). Può esser mai che la parola di Dio sia vietata alle orecchie dei credenti? Certamente, perché la lettura individuale 'diretta' dei testi portava a gravi devianze dall'ortodossia, esattamente come in queste righe.
L'azione conservatrice dell'ortodossia non si è esplicata, purtroppo, solamente nella conservazione della vera fede: la lettura inversa, parziale e acritica, è stato lo strumento con il quale si sono costruiti non solo documenti dottrinali, ma veri codici con effetti civili e penali che hanno condizionato l'esistenza dei cristiani e, indirettamente ma con ancor maggiore tragicità, dei popoli lontani, vittime dello spirito missionario e dominatore di un cristianesimo allucinato, imperante e violento. |
 |
7 - PRINCIPIO METODOLOGICO:
LA LETTURA DIRETTA DEL N.T.
............................................................ |
|
 |
 |
 |
 |
testo di esempio |  |
 |
 |
******************************************************************************************
Con la lettura "diretta" od "ordinaria" si leggono i "libri", come ogni altro libro che narri le vicende di un uomo, con la sua ideologia, le sue avventure, il suo momento storico e la sua tragica fine. Se ci accostiamo ai racconti evangelici come alle cronache di eventi veramente accaduti, possiamo obiettivamente valutare il contesto politico e sociale in cui le vicende narrate si sono svolte, confrontarle con i testi coevi, farne serenamente una corretta esegesi. Così facendo ci rendiamo immediatamente conto del perché questa lettura è stata interdetta dalla Chiesa per molti secoli e - con una certa sorpresa - vediamo scaturire una chiave interpretativa ben diversa sia della figura di Gesù, delle sue gesta e di quelle dei primi cristiani. E ci rendiamo altresì conto che il Gesù ebreo aveva intendimenti ben diversi da quelli del Gesù della nostra Dottrina Cristiana. Hic est busillibus!!(nota 9)
Va da sé che i credenti - tenuti per forza di dottrina alla lettura inversa - leggono i testi estrapolando sia dall'Antico che dal Nuovo Testamento quanto pare atto a suffragare la dottrina stessa, e credono vere e ispirate da Dio anche molte parti aggiunte in tempi successivi (nota 10) e - perché tutto possa tornare - "separando il grano dal loglio", ossia utilizzano ciò che serve e gettano via con le ortiche ciò che non serve. Questa è la risposta che molti teologi moderni danno alle critiche degli scettici o di quanto appartengono a confessioni diverse.
Purtroppo molti "diversamente credenti" - così dico perché tutti crediamo in qualcosa, anche se quel qualcosa non è il cristianesimo - fanno anch'essi una lettura inversa - ma di segno contrario - delle storie che son giunte sino a noi, partendo dalla tesi che nulla v'è di vero in essere. Noi invece vogliamo credere solamente in ciò che è scritto esattamente come è scritto. Proviamoci insieme, se lo credete opportuno. |
| considerazione |
In realtà esiste anche una terza metodica di interpretazione della figura di Cristo: la NON lettura dei testi, e, paradossalmente, è quella praticata dalla maggior parte dei negazionisti dell'esistenza di Gesù. Nessuno che abbia letto almeno una volta i testi-base ossia i vangeli, gli Atti, le lettere di Paolo e Giuseppe Flavio potrebbe negare l'esistenza di un certo Yehoshua bar Josef, vissuto in Palestina nel primo secolo e morto sulla croce. Su chi poi sia effettivamente stato, siamo qui appunto per discuterne.
....................................................................................................................................... |
 |
 |
E' logico porre come confine dottrinale la fine del II secolo? |
*********************************************************************************
Porre un limite separatore agli studi sul cristianesimo delle origini non è affatto arbitrario. Sino alla fine del duecento imperava incrollabile la speranza nella imminente avvento del "Regno di Dio" promesso da Cristo stesso, e conseguentemente nella fine del mondo. San Paolo (I Tessalonicesi 4,16) non ha dubbi: “Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell'arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell'aria, e così saremo sempre con il Signore. Confortatevi dunque a vicenda con queste parole.” -Paolo dice chiaramente: “noi i vivi, i superstiti”, è quindi certo che l'avvento del regno è imminente e precederà la sua morte.
Nel terzo secolo le cose cambiarono radicalmente. L'attesa divenne una lontana e nebulosa fine dei tempi, Israele era stato cancellato dalla faccia della terra, la voce dei patriarchi si era spenta, gli dei della romanità vacillavano sui loro altari, si diffondevano nuove dottrine misteriche. Si era quindi sull'orlo di una importante svolta epocale. I cambiamenti nelle istituzioni, nella società, nella vita economica e, di conseguenza anche nel modo di pensare al significato dell'uomo e della sua esistenza, si facevano profondi e fondamentali, la cosiddetta "crisi del terzo secolo" si delineò come lo spartiacque tra il mondo classico e quello della tarda antichità, che già porta in sé i germi del Medioevo. Allo stesso modo in tale epoca il cristianesomo dottrinale si separò dal cristianesimo delle origini. |
|
|
|
|
|
| |
fai click sull'icona per tornare all'indice generale degli studi sul cristianesimo |
|
|
|
| |
Le moderne acquisizioni neuroscientifiche dimostrano che il funzionamento dei sistemi nervosi, dai più semplici quale quello di una spugna ai più complessi come quelli degli animali superiori e dello stesso uomo, si basano su meccanismi assolutamente identici. La differenza è data sostanzialmente dalla quantità e qualità delle connessioni interneuronali (i neuroni sono gli elementi cellulari del sistema nervoso) dette sinapsi e dei mediatori chimici che le condizionano.
Questo è dimostrabile.
Che al tutto presieda un'anima, è atto di fede ma è indimostrabile. |
|
|
|
| |
Nel 330 l'imperatore decretò per la prima volta il festeggiamento cristiano della natività di Gesù che fu fatta coincidere con la festività pagana della nascita di Sol Invictus; nel 337 papa Giulio I ufficializzò la data del Natale al 25 dicembre). |
|
| |
SIMBOLI CRISTIANI
La vite, il pavone, l'agnello, il buon pastore.
Dalle catacombe di santa Priscilla - Roma |
|
|
|
|
|
| |
Vedasi Wikipedia alla voce relativa. |
|
|
|
| |
***************************************
Sotto il termine Cristianesimo sono raggruppate chiese molto diverse tra loro e, a volte, in polemica tra loro: secondo il World Christian Trends (2001) i cristiani sono complessivamente il 33 % degli abitanti del globo e sono così divisi: cattolici 17,5%; protestanti 5,6%; ortodossi delle varie chiese (russa, greca, armena) 3,6%; anglicani 1,3%; copti ed altri (battisti e pentecostali in ascesa) 5,0%.Attualmente il cristianesimo è la religione più diffusa al mondo, con circa 2,1 miliardi di fedeli[4] (1 miliardo di cattolici, 500 milioni di protestanti, 240 milioni di ortodossi, e 275 milioni d'altri), davanti all'Islamismo, tra 900 milioni ed 1,4 miliardi, e all'Induismo, tra 850 milioni e un miliardo.
A parte questo, i "cristianesimi" originatisi nel primi secoli si contano a decine. Qualche cenno alla pagina "I CRISTIANESIMI" in questo stesso sito. |
|
|
|
| |
Per "fantaconoscenza" intendo tutto ciò che, partendo da pochi dati per lo più non verificabili, venne elaborato da studiosi o supposti tali e diffuso oralmente o per iscritto ad altri, sino ad ottenere sostanza e credito di verità. |
|
|
|
| |
************************************
V'è qualcosa di sbagliato? Si! Lo hanno sancito infallibilmente molti pontefici. Chi dei miei lettori sa che il concilio di Tolosa del 1229 (papa Gregorio IX) proibì ai laici il possesso di copie della Bibbia e che nel 1234 quello di Tarragona (idem) ordinò il rogo delle traduzioni della Bibbia in volgare? E che L'Indice dei libri proibiti (Index librorum prohibitorum), creato nel 1559 per opera della Congregazione della Sacra Romana e Universale Inquisizione (o Sant'Uffizio) sotto Paolo IV, conteneva tutte le traduzioni in lingua volgare dei Libri Sacri, proibizione ribadita nel 1631 da papa Urbano VIII il quale ingiunse di nuovo a tutti i possessori di copie della Bibbia di consegnarle alle autorità per bruciarle, pena la denuncia alla "santa" Inquisizione ? E che questa proibizione durò sino al 1758, abolita da papa Benedetto XIV (papa Lambertini)? Abolita ma non del tutto, infatti, più recentemente, Pio VII (1820) condannò con decreto la prima e unica traduzione cattolica italiana della Bibbia, (mons. Antonio Martini, 1776 = altre furono quella del Malermi (1471) e del Brucioli (1532), pubblicate a Venezia, e quella di un anonimo pubblicata nel 1562 e chiamata "Bibbia di Ginevra"), Oggi il potere dei media è tale che la Bibbia è a disposizione di chiunque, ma.... |
|
|
|
| |
Già in antico i sacerdoti disponevano dei “libri delle ore” o Salteri, contenenti i passi liturgici da considerare e spiegare. Il concilio di Trento defini poi il “breviario Romano” tuttora in uso. |
|
| |
CAPO TRIBU' ORANTE
Cultura nuragica
da www.circuitoverde.it |
|
|
| |
Modo di dire abbastanza datato per esprimere una difficoltà o un'insidia in un problema. Prende il nome dall'errore di un monaco amanuense che si trovò a tradurre: "... a die (a capo) bus illibus" si scervellò per capire cosa volesse dire "busillibus" invece di intuire che la frase fosse:"...a diebus illibus... "ovvero "in quei giorni". |
|
|
|
| |
La dottrina è sempre stata sancita dai Concili le cui decisioni sono verità di fede per opera dello Spirito Santo (vedi Atti 2,2 e seg). Pio IX tuttavia, avendo promulgato nel 1854 il dogma dell'Immacolata Concezione, ritenne di affermare che il Papa, essendo sostenuto e ispirato dallo Spirito Santo come Vicario di Cristo, non può sbagliare quando parla ex cathedra:
«Richiamandoci dunque fedelmente alla tradizione, come l’abbiamo assunta dalle prime epoche del Cristianesimo, noi insegniamo, ad onore di Dio, nostro Salvatore, per gloria della Religione Cattolica e per la salvezza dei popoli cristiani, con l’approvazione del sacro Concilio, e dichiariamo quale dogma rivelato da Dio: ogni qualvolta il Romano Pontefice parla ex cathedra, vale a dire quando nell’esercizio del Suo Ufficio di pastore e Maestro di tutti i cristiani, con la sua somma Apostolica Autorità dichiara che una dottrina concernente la fede o la vita morale dev’essere considerata vincolante da tutta la Chiesa, allora egli, in forza dell’assistenza divina conferitagli dal beato Pietro, possiede appunto quella infallibilità, della quale il divino Redentore volle munire la sua Chiesa nelle decisioni riguardanti la dottrina della fede e dei costumi. Pertanto, tali decreti e insegnamenti del Romano Pontefice non consentono più modifica alcuna, e precisamente per sé medesimi, e non solo in conseguenza all'approvazione ecclesiastica. Tuttavia, chi dovesse arrogarsi, che Dio ne guardi, di contraddire a questa decisione di fede, sarà oggetto di scomunica. » (Pastor Aeternus, 18 luglio 1870, Concilio Vaticano I) |
|
 |
 |
 |
| |
CRISTO REY DE LA GLORIA
da: www.adorasi.com |
|