LIBRO_DECIMO
 
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Giovanni Moro
STUDI SUL CRISTIANESIMO DELLE ORIGINI
  LIBRO DECIMO
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Nel quale si cercano documenti sulla effettiva presenza di Pietro come vescovo di Roma
44 - Ma Pietro è stato davvero il primo vescovo di Roma?
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45 - Quali sono le prove a favore?
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Tutto, a Roma, parla di Pietro e della chiesa da lui fondata. Luoghi, reliquie, il sepolcro, la sfolgorante basilica faro della cristianità. Beh, non tutta, in vero. I cristiani ortodossi contestano il primato di Roma come erede di Pietro, i cristiani protestanti altrettanto.

Testimonianze inequivocabili e sufficientemente antiche della presenza del principe degli apostoli nella capitale dell'impero non ve ne sono. Le notizie pervenuteci sono incerte, scarse e non di prima mano, poiché provengono tutte dalla Historia Ecclesiastica di Eusebio di Cesarea, che non lasciò mai la sua città di origine, in Palestina. Secondo questo vescovo, nato nel 265 e deceduto nel 337, Papia di Gerapoli, in Frigia, (verso il 130 - anch'egli non fu mai a Roma) affermò che Pietro scrisse da Roma la sua lettera (Storia Ecclesiastica II, 15, 2), usando il termine figurato di Babilonia per indicare Roma. Ancora secondo Eusebio, Origene (185-254 - anch'egli non fu mai nella capitale) scrisse: "Si pensa che Pietro predicasse ai Giudei della dispersione per tutto il Ponto, la Galazia, la Bitinia, la Cappadocia e l'Asia e che infine venisse a Roma dove fu affisso alla croce con il capo all'ingiù, così infatti aveva pregato di essere posto in croce". (Storia Ecclesiastica III, 1, 2). Altra citazione dello storico riguarda Dionigi, vescovo di Corinto e anch'egli mai stato a Roma, che verso il 170 d.C., in una lettera parzialmente conservata da Eusebio, attribuisce a Pietro e Paolo la fondazione della chiesa di Corinto e la loro predicazione simultanea in Italia dove assieme subirono il martirio. "Con la vostra ammonizione voi (Romani) avete congiunto Roma e Corinto in due fondazioni che dobbiamo a Pietro e Paolo. Poiché ambedue, venuti nella nostra Corinto hanno piantato e istruito noi, allo stesso modo poi, andati in Italia, insieme vi insegnarono e resero testimonianza (con la loro morte) al medesimo tempo" (Eusebio, Storia Ecclesiastica II, 25). E ancora Clemente Alessandrino (150-215) avrebbe ricordato che, "quando Pietro ebbe predicato pubblicamente la Parola a Roma e dichiarato il Vangelo nello Spirito, molti degli ascoltatori chiesero a Marco, che lo aveva seguito da lungo tempo e ricordava i suoi detti, di metterli per iscritto" (Eusebio, Storia Ecclesiastica VI, 14).

Di prima mano abbiamo Tertulliano (160-240) il quale scrive che Pietro fu crocifisso a Roma durante la persecuzione neroniana, dopo aver ordinato Clemente, il futuro vescovo romano (Scorpiace XV; Sulla prescrizione degli eretici XXXII); e ancora ricorda il martirio comune di Pietro e Paolo a Roma, sottolineando come Pietro avesse sofferto lo stesso martirio di Gesù e come Paolo fosse stato ucciso come Giovanni Battista (Sulla prescrizione degli eretici XXXVI).

Ireneo, vescovo di Lione (140-202), ricorda che "Matteo... compone il suo Vangelo mentre Pietro e Paolo predicavano e fondavano la chiesa …" e parla "… della chiesa grandissima e antichissima e a tutti nota, la chiesa fondata e stabilita a Roma dai due gloriosissimi apostoli Pietro e Paolo …. con questa chiesa, in ragione della sua origine più eccellente, deve essere necessariamente d'accordo ogni chiesa, cioè i fedeli che vengono da ogni parte ….la chiesa nella quale per tutti gli uomini sempre è stata conservata la tradizione che viene dagli apostoli …" (Contro le eresie III, 1-3)

Girolamo (347-420) scrive che "Simon Pietro venne a Roma per debellare Simon Mago …occupò a Roma la cattedra episcopale per 25 anni, fino all'ultimo anno di Nerone …..fu crocifisso con il capo all'ingiù e i piedi rivolti verso l'alto, dichiarandosi indegno di venir crocifisso come il suo Signore" (Gli uomini illustri I).
  CARCERE TULLIANO O MAMERTINO
CON L'ALTARE ERETTO IN ONORE DI PIETRO
  Che Pietro e Paolo siano stati rinchiusi in questa orrida prigione è una tradizione risalente a papa Silvestro (IV secolo).
46 - Quali sono i dubbi?
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Moltri dati contraddicono l'affermazione di Girolamo. Li forniscono gli Atti e le lettere di san Paolo, in virtù della cronologia degli eventi.

Secondo gli Atti:
* Nasce ad Antiochia una chiesa di fuoriusciti dopo la morte di Stefano e e l'ondata di arresti che ne era seguita (non prima del 36, anno della fine del mandato di Pilato)
* Pietro predica a Giaffa, a Cesarea
* Pietro a Gerusalemme è accusato di frequentare i non circoncisi; Barnaba va ad Antiochia per incontrare la nuova chiesa, e vi conduce Paolo (anno 37/38 circa).
* Tre anni dopo Paolo si reca a Gerusalemme e vi trova solo Cefa e Giacomo “e degli apostoli non vidi nessuno”. Rimane con Cefa quindici giorni: siamo nel 43/44 circa.
* Erode fa uccidere Giacomo ed arrestare Pietro. Pietro evase dal carcere e “si incamminò in un altro luogo”. Qui abbiamo una data certa: Giacomo fu decapitato per ordine di Erode Agrippa nel 43/44, e nello stesso periodo Pietro fuggì da Gerusalemme. I precedenti dati dimostrano che non lasciò mai la Palestina.
* Se Pietro fosse veramente andato a Roma, vi sarebbe rimasto circa 4 anni, dal momento che nel 49 l'imperatore Claudio espulse i Giudei per condotta turbolenta “impulsore Chresto”. Da Roma viene espulso anche un certo Aquila, che Paolo incontrerà ad Atene e presso il quale soggiornerà per un certo tempo. Pietro quindi non può essere stato il fondatore della comunità cristiana di Roma.
* Erode muore poco dopo.
* “Quattordici anni dopo” (dal precedente incontro) ossia intorno al 56/58 Paolo torna a Gerusalemme e incontra Pietro con il quale ha il celebre Concilio Gerosolimitano. Nella stessa epoca scrive la lettera ai Romani, il che fa pensare che non possa essere Pietro a reggere il vescovato di Roma.
* Qualche tempo dopo Pietro guida una delegazione ad Antiochia ed ha un violento scontro dottrinale con Paolo sui problemi della circoncisione e della frequentazione dei gentili.
* In teoria Pietro potrebbe essere partito per Roma dopo tale data, ma le differenti posizioni dottrinali tra Paolo e Pietro rendono problematico il sostenerlo.

* Nel 62 Paolo scrive da Roma la II lettera a Timoteo e la lettera a Filemone nella quale nomina molti compagni di fede ma non Pietro, a meno che l'apostolo non venga compreso tra coloro che "lo hanno abbandonato".
* Nel 64 avviene l'incendio di Roma e l'eccidio nel quale si vuole sia morto Pietro. Paolo non dovrebbe esservi stato coinvolto in quanto assolto direttamente dal "praefectus urbi" Afranio Burro, stretto consigliere di Nerone. Poco probabile una sua condanna successiva, trattandosi per di più di un cittadino romano.
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47 - Una situazione imbarazzante
  Consideriamo i seguenti punti:
1)– Pietro era in Palestina sia nel 43/44 che nel 52/53;
2)- Tutti documenti, Atti e lettere di Paolo, fanno pensare che avesse un orientamento giudaico e tradizionalista, sia pure con qualche 'manchevolezza' verso l'ortodossia;
3)- Nessuna lettera di Paolo fa pensare minimamente che a Roma agisse un'autorità come Pietro;
4)- Se Pietro si è recato a Roma dopo il 56/58 ed ha assunto il vescovato come è possibile che Paolo, giunto nella capitale nel 62, non abbia avuto alcun contatto con l'apostolo dopo l'assoluzione e la messa in libertà?
5)- Dall'eccidio di Nerone sino al tempo di Domiziano non vi furono altre persecuzioni anticristiane.
Dai cenni qui riportati si evince che la comunità cristiana di Roma non fu fondata né da Pietro né da Paolo e nulla documenta la presenza di Pietro in Roma sino alla fine del II secolo quando vengono pubblicati gli Atti di Pietro, uno degli apocrifi più antichi che ci siano pervenuti.
Secondo gli studiosi Atti di Pietro sono opera di un autore siriano di tendenze docetiche. Ne possediamo la traduzione latina e una parte dell'originale greco con il famoso racconto del "Domine quo vadis?", ma il “ Martirio del beato Pietro Apostolo” è un'aggiunta del VI. Secolo. Questo testo inizia con la partenza di Paolo da Roma per la Spagna, accompagnato dal rimpianto di tutta la comunità, e prosegue con la presenza di Simon Mago a Roma e la chiamata divina di Pietro – dopo dodici anni a lui imposti da Dio – proprio per contrastare il falso predicatore. Pietro e Paolo quindi a Roma non si sarebbero incontrati.
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  CAFARNAO: LA CASA DI PIETRO
Da: www.maristi.it
  Tra le vestigia dell'antica Cafarnao (Kefar Nahum = villaggio di Nahum) alcune sono state identificate come la casa di Pietro e sono visibili sotto il pavimento della chiesa moderna.
  LE CATENE CONSERVATE A ROMA IN SAN PIETRO IN VINCOLI.
da www.copenga.altervista.org
  La chiesa prende il nome dalle catene (foto) visibili all'interno: queste sono le catene che, secondo la leggenda, vincolarono San Pietro in carcere, tali catene erano divise in due tronconi uno era già qui a Roma e l'altro fu portato dall'imperatrice Eudossia al ritorno da Costantinopoli, l'allora Papa Leone I° non credeva che potessero essere del Santo ma un miracolo le fece unire indissolubilmente.
  QUESTA BARCA E' STATA RITROVATA A CAFARNAO, NEL LAGO, E RISALE ANNO PIÙ ANNO MENO ALL'EPOCA DI PIETRO
da servus.christusrex.org/www1/terras - franciscan cyberspot
  La datazione al radiocarbonio ha indicato una data tra il 50 a.C. ed il 50 d.C. Il reperto è conservato al centro Ygal Allon nel museo di Galilea.
  GRAFFITO CHE INDICHEREBBE IL LUOGO DOVE SONO STATE INUMATE LE OSSA DI PIETRO, IN VATICANO
  ΠΕΤΙ ΕΝ Ι
ΠΕΤΡΟΣ ΕΝ Ι
ΠΕΤΡΟΣ ΕΝΕΣΤΙ
PIETRO E' QUI
In effetti la lettura della prof. Margherita Guarducci (scomparsa nel 1999) è suggestiva, sia pure con qualche perplessità residua, ad esempio, la stessa lunghezza delle due "I", delle quali la prima sarebbe invece parte della "P", oppure lo spazio tra le lettere EN e I della seconda parola.
Altre letture plausibili sono infatti:
ΠΕΤINOΣ o ΠΕTINUΣ e
ΠΕΤIΛΛOΣ
  LA CATTEDRA DI SAN PIETRO
  Si tratta di un trono ligneo databile al IX secolo, forse con parti più antiche. L'origine della festa della Cathedra Petri risale alla Chiesa antica. Il Cronografo romano dell'anno 354 contiene una voce per il 22 febbraio: una voce per il 22 febbraio: VIII Kal. Martias. Natale Petri de cathedra.
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