![]() |
|
|
|||||||||||||||||||||
| Venerdì 6 giugno 2003, in una delle serate conclusive del Maggio mappanese, è andata in scena l’ennesima replica de "La follia del vivere", con una grossa novità.
Dedicata agli atti unici di Cechov, lo spettacolo si è da sempre basato su "Il tabacco fa male", "L’orso", "Tragico contro voglia", "La notte prima del processo", "Il canto del cigno". Interpreti Nico Castello, Lalla Volante, Mirella Cassarino, Umberto Masini, Giovanni Moro e altri. In questa occasione il monopolio cechoviano è stato interrotto dall’introduzione di un’opera di Giovanni Moro tratta da una novella di Nicolai V. Gogol, "Il naso" da "I racconti di San Pietroburgo". Con "Il cappotto" è uno dei racconti più noti dell’autore russo (che per il teatro ha scritto l'indimenticabile "Il revisore"), ma il "Il naso" è un'opera di schietto divertimento. Nessuna connotazione tragica vi è nei freschi personaggi del racconto: il protagonista non è un perdente per vocazione come Akakij Akakievic o i cechoviani Vasil Vasilic e Ivan Ivanovic Niukin, anzi, superata la disavventura ritrova baldanza, prosopopea, ossia ritrova se stesso. In breve l’assurda vicenda. Un barbiere quanto mai scalcagnato, facendo colazione, trova nella pagnotta di pane un naso perfettamente integro. Il naso è quello di un assessore di collegio, di nome Kovalev, cui il disgraziato aveva fatto la barba il giorno prima. Il colpevole cerca di disfarsi del reperto anatomico, ma viene arrestato per atteggiamento sospetto. E qui, la sorpresa. Il naso, elegantemente vestito, va spasso per la città inutilmente inseguito dal disperato proprietario. Dopo mille gag, alla fine il naso tornerà sulla faccia di Kovalev. Gli attori del Teatro dell’Uomo (Anna Bolens) hanno presentato una lettura con azione mimica della novella nell'autunno 2002. Da qui l’ispirazione. Il racconto è talmente vivido nella sua disarmante assurdità che ridurlo e sceneggiarlo per ricavarne un breve atto unico è stato facilissimo, e la ‘prima’, di fronte ad un pubblico semplice ma partecipe e divertito ha confermato la validità dell'idea. Mirella Cassarino è stata nella prima parte la moglie becera del povero barbiere e nella seconda una efficace narratrice, Nico Castello ha interpretato con la consueta maestria una serie di divertenti macchiette, Rita Rosestolato, mascherata da ‘naso’, ha mimato con grazia il suo inverosimile personaggio, Giovanni Moro ha fatto del suo meglio per interpretare sia lo sconquassato barbiere che il disperato mutilo "di una parte così visibile del corpo". Applausi per tutti. La serata è stata completata dal repertorio cechoviano: "La notte prima del processo" (Nico Castello, Lalla Volante, Eugenio Cassarino, Umberto Masini); "Tragico controvoglia" (Eugenio Cassarino, Guido Volante); "Il canto del cigno" (Nico Castello, Giovanni Moro); azioni sceniche e intermezzi con Gilda Berto, Carmen Tanzi, Donatella Zullo, Elisa Poncini e Umberto Masini; scena ideata e realizzata da Laura Lazzari; direttore di scena Franca Rubino; fonico Giusy Musso; suggeritrice Enrica Gioda; trucco Annamaria Gallizio; costumi De Valle; acconciature Audello. Regia di Nico Castello e Giovanni Moro. (G. Moro) | |