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RICORDO DI CHIRA
Il 14 agosto del 2003, alle due del pomeriggio, la tua piccola anima e’ volata in quel minuscolo frammento di infinito dove albergano le creature che hanno conosciuto solo la bonta’. Un male misterioso, vincente sul sapere dei dottori, ha dissolto la tua struttura poderosa ma incapace del minimo atto di arroganza. Addio Chira, mai dimentichero’ la dolcezza dei tuoi occhi color del miele, la serica morbidezza del tuo mantello sempre offerto alla carezza; mai dimentichero’ la francescana rassegnazione con cui hai sopportato le cento angherie che ti ho inferto, illudendomi di conservare ancora un poco della vita che ti abbandonava giorno dopo giorno. Avevi ragione tu, dolce signora del mio giardino, quando con i tuoi occhi disperati cercavi di far comprendere alla mia cocciutaggine di uomo di scienza e di insipienza che tutto sarebbe stato inutile, che gli aghi ti stavano infliggendo un tormento inutile, appena lenito dalle mie altrettanto disperate moine: perdonami, ti prego!
Molti tuoi consimili ti hanno preceduta ed altri ti seguiranno zampettando nel nostro cortile, tutti ligi alla dottrina di essere cane, tutti fieri per una speciale carezza, tutti anelanti ad un boccone straordinario e proibito. Tutti capaci di esprimere l’amore sottomesso che e’ iscritto da millenni nei loro codici. Tu, invece, sei stata una presenza assai diversa. Nessun subordine nel discreto contegno che hai mantenuto sino alla fine, spegnendoti con pochi flebili lamenti sulla soglia della casa nella quale trovavi sicurezza e che abitavi con dignitoso rispetto; nessuna servitu’ nell’intelligente obbedienza ad un regola di comportamento che pareva ti fossi dettata tu stessa. E’ stato bello, dolce Chira, tenera sorella, vivere con te i brevi anni della tua esistenza ed ancora a lungo, nel tuo ricordo, i miei occhi si gonfieranno di senile rossore.
24 ottobre 2003.
Un nugolo di cani ora popola i prati del mio giardino. Vito è un bouledogue francese di quattro mesi, simpatico e monello; Anisette è un pelouche color dell'ambra dolce ed affettuosa, che cresce a vista d'occhio; Omega è una compunta signora che ci è stata data in adozione e che assolve con impegno il compito di madre adottiva dei due piccoli. Ma i tuoi occhi, Chira, non li scorderò mai. |